Sui social la BBC marca i dipendenti a uomo, la Rai a zona…

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A luglio del 2019 la BBC aveva già stretto le maglie sull’utilizzo dei social media da parte dei propri dipendenti. A partire dal 29 ottobre 2020, come segnalato venerdì scorso da Italia Oggi, la “Zietta” inglese ha imposto un ulteriore giro di vite per evitare i sempre più frequenti scivoloni social, soprattutto da parte di dipendenti famosi: il campione di calcio Gary Lineker, ad esempio, o l’anchorman Bobby Friction. Un giro di vite voluto dal nuovo direttore generale Tim Davie e che riguarda sia i profili personali sia quelli della corporate.

IMPARZIALITA’ – La parola magica d’Oltremanica è sempre imparzialità. Guai a screditare la BBC. E guai ad “esprimere un’opinione personale su questioni di ordine pubblico, politica o argomenti controversi”. “Le persone che lavorano per la BBC – si legge nel documento pubblicato sul sito del broadcaster inglese – dovrebbero costituire un esempio per il dibattito pubblico civile”. E massima attenzione persino ai follow, ai like, alle faccine, ai retweet o a tutte le altre forme di condivisione. A nulla vale specificare nel profilo che si tratta di opinioni personali. Insomma, non bisogna apparire “sostenitori di una causa, di un marchio o di un punto di vista”. Massima restrizione, infine, per commenti o contenuti offensivi o sprezzanti, facendo attenzione a non approfittare (e abusare) della propria notorietà.

LIBERTA’ DI PENSIERO – In Rai, invece, la nuova policy sui social (dopo un lungo e accorato dibattito interno) è stata approvata all’inizio del 2020 e ora costituisce un apposito paragrafo del codice etico. E qui la “marcatura” dell’azienda sui dipendenti è a zona. Massima attenzione al “rispetto della libera manifestazione del pensiero garantito dall’art. 21 della Costituzione”. E – al contrario dei divieti d’Oltremanica – poche restrizioni esplicite e molti “inviti” ai dipendenti alla “continenza verbale” astenendosi da comportamenti, ovvero dal ricorso a termini o espressioni, offensivi e/o ingiuriosi, o dal diffondere fake news. Al contrario della BBC, poi, in Rai per mettersi al riparo da contestazioni “è necessario specificare di esprimersi a titolo personale evitando qualunque ‘azione’ sui presidi digitali privati che possa essere attribuita a Rai”. “Si invita inoltre al rispetto della correttezza espressiva e a non diffondere fake news”. Paese che vai, policy social che trovi…

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