“Sweet tooth”, la nuova serie tratta dai fumetti Dc Comics

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Foto da streaming

Venerdì 4 giugno debutta su Netflix una nuova serie tv fantasy-drama basata sui fumetti della Dc Comics. Si tratta di Sweet tooth, la striscia creata nel 2009 da Jeff Lemire e trasposta oggi in televisione per mano Jim Mickle (che ne è creatore e regista) e di Robert Downey Jr. e sua moglie Susan, che l’hanno prodotta. La serie, oltre a mantenere lo stesso nome, conserva in maniera piuttosto fedele anche le vicende narrate nel fumetto, sebbene con una cifra stilistica meno cupa ed inquietante, che è invece caratteristica ricorrente delle produzioni DcComics. 

La storia è ambientata in un mondo post-apocalittico alle prese con una terribile pandemia (elemento decisamente attuale) nel quale da diversi anni stanno nascendo bambini “ibridi” a metà tra umani ed altri animali. Tra loro c’è Gus, un ragazzino ibrido tra uomo e cervo, che vive nascosto in un bosco insieme a suo padre per sfuggire alla persecuzione che lui ed i suoi simili sono costretti a subire, in quanto considerati possibile causa della pandemia stessa. Il giovane farà amicizia con Jeppard, un burbero e solitario essere umano, e deciderà di partire con quest’ultimo per un lungo viaggio alla ricerca di risposte sulle proprie origini e su quelle di chi, come lui, viene perseguitato perché ritenuto diverso e pericoloso.

“Abbiamo sentito parlare di questo fumetto e quando lo abbiamo letto ci siamo emozionati” ha commentato Robert Downey Jr., “leggendolo, Susan ed io ci siamo resi conto dell’importanza dei temi trattati e abbiamo immediatamente deciso di voler essere parte della versione televisiva di questo racconto”. Un adattamento che, come accennato, presenta toni più leggeri rispetto a quelli del fumetto di Lemire, anche nell’ottica di risultare consono ad un pubblico più ampio e di differenti età. “Sin da subito ci siamo immaginati una famiglia raccolta sul divano a vedere Sweet tooth, e su quella versione abbiamo lavorato” ha spiegato al proposito Susan Downey, “ci è sembrato chiaro che potevamo raccontare i temi del fumetto in luoghi e situazioni più piacevoli”. E proprio lo stesso Lemire (che ha partecipato al progetto) si è mostrato piuttosto soddisfatto del risultato finale e di come la propria opera sia stata trasposta per divenire prodotto televisivo: “Non sono geloso della mia versione, anzi. Credo che alcuni dei personaggi più interessanti siano venuti fuori dall’adattamento televisivo. Devo dire che è stato emozionante vedere qualcosa che tu hai disegnato prendere vita su un set”, così il fumettista.

 

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