Telecomunicazioni in vendita – La rassegna del 30 aprile

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Verizon getta la spugna sui media digitali: Aol e Yahoo in vendita (Sole p.29). Voci di contatti con fondi di private equity, la cessione potrà valere 4-5 miliardi. I media digitali non sono per tutti. Sicuramente non lo sono per il leader americano delle telecomunicazioni Verizon: il gruppo sta esplorando una cessione di asset multimiliardari nel settore, a cominciare da marchi quali Aol e Yahoo, con la speranza di recuperare almeno una parte di ingenti investimenti che, a conti fatti, non hanno pagato. L’operazione, se andrà in porto, potrebbe valere da tra i 4 e i 5 miliardi di dollari, ha rivelato il Wall Street Journal. E il negoziato coinvolge nomi di primo piano del private equity, quali Apollo Management. È una cifra che però da sola mostra la sconfitta dell’ambiziosa scommessa di espansione multimediale di Verizon, nata per sfidare sul loro terreno i re della raccolta pubblicitaria online: Alphabet, casa madre di Google, e Facebook. Verizon aveva rilevato i siti di Aol e Yahoo tra il 2015 e il 2017 per un ammontare doppio, pari a oltre 9 miliardi di dollari. La strategia prevedeva di far leva sulla storica popolarità dei due marchi, pionieri dell’era Internet. E su una base ancora robusta di centinaia di milioni di utenti, rilanciandola grazie alle risorse di Verizon. A questo scopo aveva riorganizzato fin dal 2017 i due business integrandoli in una nuova divisione, battezzata Oath. Yahoo e Aol, nella nuova veste, sono in realtà riusciti a risollevarsi, attirando maggiori inserzioni. Nulla hanno però potuto davanti al dominio delle app nate e cresciute per l’accesso su device mobili, all’influenza dei protagonisti di motori di ricerca e social network. Un paradosso visto che Verizon ha una potenziale audience naturale, essendo la più grande società di network per cellulari e smartphone. Il momento della verità è arrivato l’anno scorso, quando le attività di digital media hanno mancato il traguardo fissato di 10 miliardi di ricavi: la divisione, che comprende anche Yahoo Finance, Yahoo Mail, TechCrunch e Engadget, ha ottenuto entrate per 7 miliardi, un calo del 5,6% aggravato dall’impatto della pandemia.