Telefonia. Stangata alle telco: contratti più corti, sanzioni aumentate. Pagheranno gli utenti?

0
163

Brutte notizie in arrivo per le società di telecomunicazioni che potrebbero avere ripercussioni anche sui clienti. Parliamo delle misure contenute nella bozza di decreto legislativo, che arriverà in parlamento giovedì, con cui il nostro Paese intende recepire il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche dell’Unione Europea. I punti principali, al netto di eventuali modifiche lungo il percorso parlamentare, sono la riduzione della durata massima dei contratti di telefonia da 24 a 12 mesi; il rincaro dei costi delle frequenze: un aumento alla voce diritti amministrativi e contributi per il loro uso addirittura del 50%. Il che significherebbe maggiori esborsi per circa 100 milioni di euro per un settore già abbastanza in difficoltà. Infine il provvedimento inasprisce di molto le possibili sanzioni applicabili dall’Authority nelle controversie con i consumatori (fino al 5% del fatturato).

Misure che nelle intenzioni del legislatore dovrebbero portare vantaggi ai consumatori, rischiano in realtà di trasformarsi in un boomerang. Soprattutto la riduzione della durata dei contratti potrebbe provocare un aumento dei contratti stessi a tutto svantaggio degli utenti. Soprattutto le offerte che includono oltre ai costi di chiamate e connessioni, anche la vendita di altri beni come gli smartphone, i modem o anche i costi di attivazione, potrebbero diventare troppo elevate in seguito alla riduzione dei mesi in cui spalmare i costi. Senza contare i contratti già in essere che, con tutta probabilità dovranno essere rimodulati sulle nuove scadenze, con conseguente aumento della rata mensile.

La richiesta che filtra dalle telco è di lasciare invariata la scadenza a 24 mesi o quantomeno lasciare la scelta della durata del vincolo al cliente stesso.

Sanzioni più alte – Nel provvedimento, inoltre, è prevista la maggiorazione delle sanzioni fino a quattro volte quelle attuali per i casi più gravi. Peccato che non sia chiaro quali siano le violazioni che rientrano in questa casistica, con il rischio per le aziende di finire in balia del potere discrezionale delle Authority.

Aumenta il costo delle frequenze – Per finire c’è il capitolo frequenze con tanto di nuova tabella dei costi, lievitati del 50% rispetto agli attuali.

Il rischio per l’occupazione – Le nuove norme, se confermate, rischiano di avere ricadute anche nell’ambito occupazionale del settore, già in forte difficoltà. Alcune stime riportate da Andrea Bassi su Il Messaggero parlano di un taglio della forza lavoro nei prossimi tre anni di 8 mila persone destinate a uscire dalle imprese del settore su un totale di circa 100 mila occupati (l’8% del totale), dopo che il comparto delle telco ha già perso il 20 per cento dell’occupazione nell’ultimo decennio.

Approfondimenti