Telefonini. La nuova truffa: 9 centesimi in bolletta per ogni pagina web visitata

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Un utente clicca sullo smartphone - Foto da https://www.pxfuel.com/

Un addebito in bolletta di 9 centesimi per ciascun click su determinate pagine web. È l’ultimo modo, scoperto dalla procura di Milano, per spillare i soldi ad utenti ignari da parte della compagnie telefoniche. Niente di particolarmente innovativo, viste le numerose truffe già scoperte in passato in cui, per aver cliccato su pubblicità o messaggi ingannevoli, gli utenti si vedevano addebitare sovrapprezzi agli abbonamenti in cambio dei più disparati servizi mai richiesti.

La nuova truffa era tarata in modo che l’addebito nascosto si bloccasse al raggiungimento del tetto di un euro al mese. L’importo minimo serviva a rendere più difficile l’individuazione dell’addebito fraudolento da parte del cliente. Una vera e propria truffa di cui hanno parlato ai Pm alcuni consulenti delle piattaforme tecnologiche sotto indagine.

Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il giudice delle indagini preliminari Patrizia Nobile ha ordinato un nuovo sequestro preventivo, che aggiorna quanto emerso nei mesi scorsi dal sequestro a Wind di 21 milioni di euro di percentuali sui servizi attivati con modalità fraudolente da società di contenuti come Bright Moby e Yoom tramite l’hub tecnologico Pure Bros. Adesso sono stati vincolati 204.000 euro sui conti di Accenture e 109.000 sui conti di Vetrya, società quotata in Borsa che ieri ha siglato con Open Fiber un accordo per la connettività ultraveloce, e di cui sono indagati per l’ipotesi di frode informatica l’amministratore delegato Luca Tomassini e gli allora direttori amministrativo Alessandro Prili e operativo Simone Polverini.

Vetrya estranea ai fatti – In merito alla notizia Vetrya conferma di non essere indagata nonché la propria estraneità ai fatti pur avendo ricevuto un decreto di sequestro per Euro 109.254. In un comunicato il gruppo italiano leader nello sviluppo di servizi digital, piattaforme cloud computing, soluzioni applicative e servizi broadband dichiara la sua fiducia “nell’operato della Magistratura” e confida di “poter dimostrare a breve di non aver mai avuto alcun coinvolgimento diretto nella presunta truffa contestata ribadendo di aver avuto semplicemente un ruolo di aggregatore commerciale che non ha mai interagito con il processo di erogazione dei servizi”.
La Società conferma piena fiducia nei propri dirigenti Luca Tomassini e Alessandro Prili che ribadiscono l’assoluta e totale estraneità ai fatti contestati.

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