Terremoto Giampaolo Rossi, scosse d’assestamento tra i giornalisti Rai

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La sede Rai di Viale Mazzini. Foto da streaming

Giampaolo Rossi, il candidato di Giorgia Meloni, è rimasto fuori dal cda Rai. E con lui, fuori dalla Sala Orsello, è rimasta l’unica forza di opposizione (o quasi) che si trova in Parlamento. La cosa, com’è noto, sta creando un piccolo terremoto in seno al centrodestra, con Fratelli d’Italia sul piede di guerra. Ma qualche scossa di assestamento già si regista anche nelle redazioni del servizio pubblico. In particolare – a quanto apprende AdgInforma.it – c’è una spaccatura in seno all’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai. O meglio, nella corrente del sindacato “Pluralismo e Libertà”, composta da un gruppo di giornalisti moderati che si riconoscono nelle istanze del centrodestra.

SILENZIO COLPEVOLE – Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi l’esecutivo Usigrai ha condannato – con una nota – l’“all in” con cui i partiti si sono accaparrati tutto il banco Rai, sentenziando “lottizzazione è compiuta”. “Al di là dei nomi, senza quindi esprimere alcun giudizio sulle persone – si legge nel comunicato – questa volta c’è stato un ulteriore salto di qualità: si è dimostrato che questa legge consente ai partiti di governo di prendere tutto il banco, lasciando fuori dal cda qualunque rappresentanza dei partiti di opposizione. È un precedente grave. Che dovrebbe richiamare tutti coloro che credono nella democrazia e nel pluralismo a pretendere con urgenza una nuova legge”. Un assist per le lamentele della Meloni, che proprio uno dei due rappresentanti di “Pluralismo e Libertà” nell’esecutivo Usigrai ha deciso clamorosamente di non sottoscrivere. Una spaccatura – con uscita di diversi componenti da Pluralismo e Libertà – che rifletterebbe la differenza di vedute sull’argomento Rai tra la Lega e Fratelli d’Italia. Un “silenzio colpevole” – denunciano i componenti che hanno abbandonato la corrente sindacale -. “Al momento non ci sono le condizioni per continuare un cammino comune”.

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