Tgr. Direzione impone lo “spot” di Draghi su Pnrr a redazioni unificate. UsigRai: “propaganda e figuraccia”

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La testata della Tgr della Rai - Foto da ufficio stampa

Un messaggio del presidente Draghi sugli investimenti del Pnrr datato 3 Dicembre mandato in onda a “redazioni unificate” per imposizione della direzione della Tgr. A denunciare lo “spot” propagandistico sull’operato del Governo è l’Esecutivo UsigRai ed il Coordinamento dei Cdr della Tgr che sottolineano come il video-messaggio, mandato in onda ieri sera durante l’edizione delle 19.30 del Tg regionale, sia avvenuta di fatto senza domande e senza contraddittorio. Perfino il lancio del servizio sarebbe stato “suggerito dalla direzione”.

Il video incriminato è uno stralcio del messaggio inviato dal presidente del Consiglio alla Fondazione Guido Carli ormai 11 giorni fa ed è visibile su tutti i siti delle testate regionali Rai. Il lancio, uguale per tutti, recita: “Nei prossimi mesi a Regioni province e comuni italiani arriveranno oltre 66 miliardi euro per gli investimenti in tutti i settori, cifra prevista dal Governo nel PNRR, il Piano di rilancio dell’economia italiana dopo il Covid 19. La Tgr si impegna a seguire in tutte le Regioni e in tutti i Comuni la presentazione e poi la realizzazione di questi progetti. Ascoltiamo gli obiettivi nelle parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi”.

Figuraccia – Per i rappresentanti dei giornalisti quanto successo oltre ad essere una vera e propria “propaganda” dell’attività del governo e non informazione, rappresenta anche una figuraccia “considerando che quelle dichiarazioni di Draghi erano già andate in onda nei tg nazionali ma, in quel caso, all’interno di servizi giornalistici e non come una sorta di spazio autogestito”.

“Mentre la Rai spegne l’informazione regionale alle 20 – denunciano i giornalisti nella nota -, cancellando l’edizione notturna dei tg regionali, la direzione si premura di offrire a Palazzo Chigi uno spazio di auto promozione fuori da ogni logica giornalistica”.

Da qui la domanda: “Ci dobbiamo aspettare questo dal prossimo piano editoriale Tgr: meno informazione e più propaganda?” A Fuortes l’ardua sentenza…

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