“The Morning Show”, Aniston e Witherspoon tornano con la seconda stagione. C’è anche Valeria Golino

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Immagine tratta dalla serie The Morning Show - Foto da pagina Instagram themorningshow

Venerdì 17 settembre debutta su Apple TV+ la seconda stagione di The Morning Show, serie tv con protagoniste Jennifer Aniston e Reese Witherspoon. Le due star hollywoodiane vestono i panni di una coppia di giornaliste tv impegnate nella conduzione di un  programma di informazione mattutino. Fra i temi principali messi in luce, il sessismo e le molestie sulle donne nell’ambiente dell’industria televisiva, a cui si aggiungono spesso anche omofobia, razzismo ed abuso di potere. Parallelamente a ciò lo sviluppo del movimento Me Too, nato per combattere le violenze e tutelare i diritti di tali donne.

“La cosa che più mi piace di questa serie è allo stesso tempo la sfida più grande: raccontare il presente” –  spiega la Aniston nelle parole riportate dal Corriere della Sera –  “Di fatto, oltre a introdurre molti più personaggi, rispetto alla prima stagione affrontiamo le conseguenze degli argomenti di attualità già trattati. Cercheremo di mostrare gli effetti di tutto quello che sta succedendo, compresa la facilità con cui spesso viene dimenticato il lato umano nelle cose che ci riguardano”. Una forte attenzione, quindi, verso alcuni dei temi sociali che in questi anni si stanno riproponendo con ancor più forza all’interno del dibattito pubblico, divenuti quanto mai di stretta attualità soprattutto grazie, o meglio a causa, dei tanti scandali interni al mondo dei media e della pioggia di denunce ad opera di vittime di discriminazioni ed abusi sul luogo di lavoro. Perciò lo scopo primario della serie è, secondo Aniston, quello di “rappresentare l’attualità, nel modo non solo più onesto, ma anche più realistico possibile”, magari andando a scavare in territori normalmente poco esplorati, “raccontare i retroscena, quello che non sempre si dice ma che il più delle volte si prova, in modo che tutto il pubblico possa rispecchiarsi e dire: ehi, anche io penso questo”.

Anche un po’ di Italia in The Morning Show, con l’entrata nel cast di Valeria Golino a cui è stato affidato un ruolo alquanto spinoso, quello della documentarista  Paola Lambruschini. Quest’ultima, fortemente contraria agli estremismi delle femministe più radicali, si impegna a difendere il conduttore Mitch Kessler (con il quale intraprenderà una relazione sentimentale) dalla spropositata gogna pubblica alla quale è stato sottoposto dopo l’allontanamento dal Morning Show per aver compiuto molestie sessuali, ed il successivo autoesilio in Italia. “Stavolta avevo paura di lasciarci le penne perché avevo capito che il mio personaggio era quello che raccontava meglio di tutti il post #MeToo, ma solo dopo mi sono resa conto che certe battute le facevano pronunciare a me perché sono europea, e quelle cose le posso dire” ha raccontato a Il Messaggero l’attrice italo-greca in relazione alla figura “politicamente scorretta” che è stata chiamata ad interpretare.

Un ruolo che con molta probabilità attirerà forti critiche oltreoceano e non solo, seppure alcuni dei suoi principi possano essere in realtà condivisibili. Tra questi la lotta alla cosiddetta cancel culture, riscontrabile nel caso del personaggio di Kessler con la sua totale esclusione dal mondo lavorativo e pubblico americano, ma anche con le aggressioni che subisce per via delle sue colpe passate. E a ciò si collega un altro tema delicato tra quelli trattati nei 10 episodi della seconda stagione: l’eccesso di politically correct. Proprio a questo richiama una delle frasi forse più significative tra quelle pronunciate dalla Golino/Lambruschini nella serie: “Nessuno è più al sicuro in un mondo ossessionato dalla correttezza”.

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