“The Walking Dead”, al via l’undicesima ed ultima stagione

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The walking dead. Foto Wikipedia commons

Dal 23 agosto sarà disponibile su Disney+ l’undicesima attesissima stagione di The Walking Dead, la serie tv thriller-horror di straordinario successo che racconta le vicende di un gruppo di sopravvissuti ad un’apocalisse zombie, costretti a combattere contro terribili nemici. Questo ultimo capitolo, che chiuderà la storia, sarà diviso in tre parti rendendo la stagione di fatto una trilogia.

The Walking Dead, ispirato all’omonima saga di fumetti, nel corso degli undici anni dalla sua prima apparizione televisiva ha conquistato un numero incredibile di fan in tutto il mondo, divenendo a tutti gli effetti un vero e proprio cult e riuscendo ad avvicinare al genere horror post-apocalittico anche telespettatori che non vi erano particolarmente appassionati prima di quel momento. “Questo show ha dato tanto a moltissime persone che gli sono rimaste appiccicate, stagione dopo stagione. Tutti loro meritano che lo concludiamo nel miglior modo possibile” commenta nelle dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera Jeffrey Dean Morgan, una delle star della serie, che veste i panni del malvagio Negan. “Sono convinto che un fantasy come il nostro riesca a parlare della realtà, del mondo come lo conosciamo noi” spiega invece Norman Reedus, Daryl Dixon nella serie, “io credo che quello che ha reso grande lo show siano le relazioni che hanno unito i protagonisti. Di base, quello che insegnano è che quando c’è una grande crisi tutti dovrebbero mettere da parte le differenze personali per diventare una squadra” prosegue, “collaborare è da sempre la soluzione migliore per superare le difficoltà”.

E un altro significativo elemento riscontrabile in maniera chiara nella storia di The Walking Dead è quello dell’inclusività. Un’inclusività manifestata sotto vari aspetti, come sottolinea Eleanor Matsuura, che veste i panni di Yumiko: “Non so spiegare quanto mi senta onorata nell’aver rappresentato la comunità asiatica da cui provengo ed è importante farlo” spiega l’attrice, “così come è importante che interpreti anche una donna lesbica, raccontata però non in modo che il suo orientamento definisca chi è, ma semplicemente perché fa parte del mondo, della realtà”.

 

 

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