Tim, conti in rosso nel primo trimestre ma arrivano 750 assunzioni

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L'ad Tim Luigi Gubitosi. Foto da Ufficio stampa Tim.

Tim chiude un primo trimestre 2021 non facile per via della complessa vicenda della rete unica, con i conti in rosso ma con perdite minori delle aspettative. Il rosso complessivo nell’arco dei tre mesi si attesta a 216 milioni, dovuto in gran parte ad “oneri non ricorrenti” come l’azzeramento dei flussi da roaming legato alla pandemia e soprattutto agli accantonamenti destinati all’uscita di personale per il pensionamento anticipato e volontario prevista nel secondo trimestre di quest’anno (circa 1.300 persone). Senza queste voci “straordinarie” il periodo si sarebbe chiuso con profitti per circa 100 milioni. I ricavi toccano quota 3,8 miliardi in calo del 5,35% ma escludendo l’effetto negativo dei cambi e le componenti non ricorrenti, il fatturato risulta stabile rispetto all’anno scorso, così come “in linea con gli obiettivi di piano” è risultata la riduzione del debito che scende di 5,6 miliardi anno su anno.

Andando nello specifico calano i ricavi del mobile (-8,6%), ma riprende il fìsso: +3%rispetto a un anno fa. Il margine operativo lordo (ebitda) si fissa a 1,177 miliardi, meno 32,2%, che in termini organici, segnala la società, diviene un -1,3%.

Migliora la performance della business unit brasiliana (658 milioni di euro contro 639 milioni di euro del primo trimestre 2020). Per quanto riguarda il mercato domestico, inoltre, viene riportata una significativa riduzione dei costi operativi: -8,9%

L’accordo con Dazn e la rete unica – Per quanto riguarda le più importanti iniziative strategiche, Tim ricorda l’accordo tra con Dazn che sarà attivo da luglio 2021 e renderà disponibili su Tim_vision delle offerte dedicate per il servizio DAZN, l’unica piattaforma streaming che trasmetterà la totalità delle partite della ‘Serie A’ per le stagioni 2021-2024, per un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite. In conseguenza di questo accordo, TIM prevede una spinta ulteriore nel passaggio dei clienti verso la banda ultralarga.

Sul fronte della rete unita l’amministratore delegato Luigi Gubitosi, nel corso della Conference call con gli analisti, si è detto “più ottimista” sulla possibilità di raggiungere un accordo con Open Fiber grazie al nuovo assetto azionario della società, di cui Cdp si appresta a diventare unico azionista di controllo.

In arrivo 750 assunzioni – Buone notizie arrivano dal fronte occupazionale. Grazie ad un accordo siglato con le organizzazioni sindacali e Unindustria, entro il 2022 saranno assunte 750 nuove risorse. Un piano di assunzioni che Tim ha concordato in applicazione del contratto di espansione, uno strumento messo a disposizione dal Governo per le aziende in ristrutturazione che contano oltre mille dipendenti, anche per permettere loro di assumere nuovo personale.

La campagna di recruiting porterà all’inserimento di 650 figure a tempo indeterminato tra il 2021 e il 2022. Altri 100 posti di lavoro TIM riguarderanno operatori di caring da inserire presso la società del Gruppo Telecontact center e da impiegare nei servizi dedicati al calcio. Il piano punterà punterà molto sull’occupazione giovanile, anche se non è da escludere che ci saranno possibilità di inserimento anche per professionisti esperti e figure senior. Grazie al contratto di espansione, che punta molto sulla formazione e sulla riconversione del personale, per far evolvere e sviluppare le imprese, i nuovi assunti potranno beneficiare anche di percorsi formativi. I nuovi assunti supporteranno la società nel processo di trasformazione industriale che sta portando avanti. Quest’ultimo riguarda in buona parte la connettività in fibra, il cloud, la cyber security e il rilancio dell’area commerciale. Non a caso all’importante iniziativa di reclutamento prevista dall’accordo si affiancano nuovi investimenti per formare e riqualificare il personale che già lavora in Tim.

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