Tim. Finisce l’era Gubitosi: è il quarto ad in 5 anni. E le casse piangono…

0
720
L'ad Tim Luigi Gubitosi. Foto da Ufficio stampa Tim.

Venerdì scorso (17 Dicembre 2021), nell’ultimo Cda dell’anno, è finita ufficialmente l’era Gubitosi in Tim. Il manager si è dimesso ufficialmente da amministratore delegato della società di Tlc ed è uscito dal Cda. L’uscita di Gubitosi è stata ratificata al termine di un Consiglio di amministrazione di quasi sette ore a cui il manager non ha partecipato, e in cui ancora nessuna decisione è stata presa in merito all’offerta di acquisto presentata dal fondo Kkr che, dal canto suo, resta alla finestra.

Gubitosi lascia, dunque, la guida del gruppo dopo tre anni (era stato nominato Ad e Dg Telecom il 18 Novembre 2018) dandola vinta di fatto a Vivendi, l’azionista di maggioranza che ormai non aveva più fiducia nell’amministratore delegato. Un rapporto di fiducia che si è andato via via perdendo per alcune scelte industriali che non hanno dato i risultati sperati, vedi l’accordo con Dazn per l’acquisto dei diritti tv della Serie A di calcio, ed i conti che peggiorano, vedi la terza revisione al ribasso sugli utili dell’anno arrivata neanche una settimana fa (il 16 Dicembre).

L’addio è stato reso meno amaro dalla liquidazione da 6,9 milioni accordata dal Cda insieme ad una manleva che lo solleva dalle responsabilità patrimoniali del suo ordinario operato in azienda. Da parte sua Gubitosi ha rinunciato alla maxi-buonuscita preventivata e a qualsiasi pretesa nei confronti della Società in relazione al rapporto di amministrazione.

L’uscita di Gubitosi apre le porte del Cda a Pietro Labriola che è già stato nominato Direttore generale nella precedente riunione del Cda di Novembre e che potrebbe ricevere l’incarico di Amministratore delegato lasciato vacante da Gubitosi. In questo caso Stefano Siragusa dovrebbe diventare il nuovo Dg. Ma per questo walzer di poltrone bisognerà attendere il prossimo Cda che è ancora da convocare.

La partita con Kkr ancora aperta – Niente di fatto, invece, sull’altro argomento all’ordine del giorno del Cda: la decisione sull’offerta di acquisto del fondo americano Kkr. Su questo il Consiglio “ha preso atto che il Comitato ad-hoc designato per analizzare la proposta di interesse indicativa e non vincolante inviata da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (Kkr) il 19 novembre, sta lavorando con gli advisor selezionati per intraprendere le attività necessarie per tale analisi, come annunciato il 6 dicembre” si legge nel comunicato. “Al momento – continua la nota – sono in corso una valutazione dettagliata della Manifestazione indicativa non vincolante e un’analisi comparativa della stessa rispetto ad alternative strategiche e prospettive future della società, mirate a decidere, tra le altre cose, se dare accesso alla due diligence richiesta da Kkr”. Un processo complesso che “richiederà dei tempi che in questo momento non sono quantificabili”.

Molto dibattuta, secondo quanto riporta Repubblica, è stata la decisione se aprire o meno la data room per dare accesso a Kkr ai numeri di Tim. A favore, in nome della trasparenza, si sarebbe espresso il presidente della Cdp, Giovanni Gorno Tempini. Anche su questo, però, il Cda ha preso tempo in attesa dei pareri indipendenti degli Advisor.

Quattro Ad cambiati in 5 anni – L’unica certezza è che con l’addio di Gubitosi sono arrivati a quarto i manager manager che hanno lasciato la carica di amministratore delegato del Gruppo Tim in poco più di 5 anni e mezzo. Una poltrona che scotta visto che nell’ordine è stata abbandonata prima da Marco Patuano, poi da Flavio Cattaneo ed in seguito da Amos Genish, fino ad arrivare al saluto di oggi di Luigi Gubitosi. Cambi che sono costati alle casse dell’azienda oltre 40 milioni di euro, tra la buonuscita di Patuano (6 milioni), quella record di Cattaneo (25 milioni), il corrispettivo che incassato Genish (quasi 3 milioni) e i 6,9 milioni che andranno a Gubitosi entro il 3 Gennaio prossimo.

Approfondimenti