Torino. Chiude col botto il Salone del libro: 150mila visitatori. Tutti i numeri di un’edizione da record

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Un'immagine del salone del libro - Foto da ufficio stampa

“Un’esplosione di gente felice di ritrovarsi dopo tanto tempo, di abbracciarsi, di stare insieme”. Nicola La Gioia, direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino, descrive così, in un post su Facebook, la XXXIII edizione della fiera appena conclusa. I numeri parlano da soli: con circa 150mila visitatori quella 2021 è stata un’edizione da record migliore anche di quella pre-covid del 2019. Tantissimi i ragazzi, oltre 50mila, che hanno visitato il salone fisicamente o virtualmente.

Crescono le vendite – Soddisfatti anche gli editori che hanno visto praticamente tutti incrementare le vendite. Tra gli altri, Add editore ha registrato circa il 50% in più di vendite rispetto al 2019; Adelphi conferma un trend di vendita in crescita; E/O registra un +50%, con “Tre” di Valérie Perrin come titolo più venduto. Anche Feltrinelli conferma la crescita di vendite, con in testa “Due donne sole contro la mafia” scritto a quattro mani da Pif e Marco Lillo; più 20% anche per Hacca edizioni, trainato da “Nome non ha” di Loredana Lipperini e Elisa Seitzinger; HarperCollins registra un +25% e “L’inferno su Roma” di Alberto Angela è il titolo più desiderato. Bene anche il Gruppo Mondadori che registra complessivamente una crescita del 30% nelle vendite rispetto al 2019. Conferma il trend positivo anche Il Castoro che segnala +10% di vendite. Addirittura +46% di vendite il dato comunicato da La Nave di Teseo grazie soprattutto al sold out di tutti i titoli di Michel Houellebecq e a “Ecce Caravaggio” di Vittorio Sgarbi, “Il danno scolastico” di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi, “Anomalia” di Hervé Le Tellier, e “Sconosciuta della Senna” di Guillaume Musso. Treccani Editore, infine, registra una clamorosa impennata delle vendite del 70%, trainate da “Mito” di Jean-Pierre Vernant.

Il Salone Social – Ottimi risultati anche per il Salone visto attraverso i social. Una community che si dimostra sempre più grande e sempre più giovane. Su Instagram il seguito del Salone è cresciuto del 15% superando il tetto dei 100mila follower. Una platea formata per più della metà da under 34. Una manifestazione raccontata attraverso quasi 200 post per 120mila like e oltre 1600 commenti. Il tutto per 3 milioni e 500mila utenti unici raggiunti dai contenuti,763 mila dalle Stories e 107mila visite al profilo Instagram.

Ottimi risultati anche per il racconto della Kermesse attraverso Facebook, che si attesta come il social più apprezzato da chi ha tra i 24 e 44 anni. Una pagina che ha quasi il doppio dei fan di Instagram per 200mila like circa. Gli utenti unici raggiunti dai contenuti su Facebook sono stati anche più di quelli raggiunti su Instagram: oltre 14 milioni. Le visite alla pagina Facebook sono state circa 60mila. Anche su Facebook il Salone è molto amato: engagement alle stelle con 77mila reactions, commenti, condivisioni e clic sui post.

Il canale Twitter si è infine concentrato soprattutto sul racconto degli incontri, com’è nello specifico del mezzo: le visualizzazioni dei tweet sono state oltre 420mila, 22mila e 500 le visite al profilo e oltre 4mila le menzioni.

In sensibile aumento anche gli accrediti professionali dell’edizione 2021: sono stati 1.576 gli accrediti stampa; 658 quelli per i blogger e 2980 quelli professionali (+ 150%) per un totale di 5.214 accrediti professionali (+ 53%).

Inoltre, a proposito dell’indotto generato dalla manifestazione, secondo le stime dell’Osservatorio alberghiero della Camera di commercio di Torino, nel weekend appena trascorso l’occupazione alberghiera si è attestata all’84%, con un picco pari all’85,8% nella notte tra sabato e domenica, un incremento del 18,5% rispetto alla settimana precedente.

Risultati eccezionali che non possono essere ignorati dalle istituzioni. “Esiste anche questo Paese – scrive ancora Lagioia riferendosi al pubblico che ha visitato il Lingotto Fiere in questi giorni – è una parte importante del Paese. Non commettete l’errore di ignorarlo. Persone di tutte le provenienze e di tutte le età sono arrivate al Lingotto. In più, c’è stato per la prima volta un abbassamento sensibile dell’età media, tantissimi giovani e giovanissimi, facce che al Salone non si erano mai viste. È successo qualcosa”.

“Credo sia il primo evento di queste dimensioni a livello internazionale legato all’editoria che si organizza da quando c’è stata la pandemia – ha concluso il lungo post -. L’Italia ha fatto da apripista, credo possiamo esserne orgogliosi e prendercene insieme la responsabilità. Il Salone non ha un pubblico, ha una comunità”.

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