Torna “#SkyBuffaRacconta”. Dal 4 maggio l’incredibile storia de “I diavoli di Zonderwater”

0
127
#SkyBuffaRacconta I diavoli di Zonderwater_F.Buffa. Foto da ufficio stampa Sky

In arrivo un nuovo appuntamento con le storie di #SkyBuffaRacconta, il seguitissimo ciclo di documentari incentrati sulle vicende di atleti, più o meno celebri, che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sport e non solo. Vicende che assumono un fascino ancor più marcato grazie alla coinvolgente narrazione del giornalista sportivo e scrittore Federico Buffa, maestro nell’arte dello storytelling televisivo. Il titolo di questo nuovo episodio, in onda il 4 maggio alle 19 su Sky Sport Uno ed il 5 maggio alle 20.10 su Sky Arte, è “I diavoli di Zonderwater”, dall’omonimo libro di Carlo Annese, nel quale si racconta la vera storia di un folto gruppo di soldati italiani che, rinchiusi in un campo di prigionia in Sudafrica durante la Seconda guerra mondiale, riuscirono a salvarsi la vita grazie alle loro abilità sportive.

Una storia di speranza, coraggio e tenacia, di uomini che hanno utilizzato la passione per lo sport come strumento per riconquistare la propria libertà. Tutto si svolge tra il 1941 ed il 1947 nel campo di concentramento di Zonderwater (vicino Pretoria) che nel corso degli anni ha ospitato più di 100mila prigionieri italiani. Un luogo che proprio i prigionieri provenienti dal nostro Paese hanno contribuito a rendere più “vivibile”, costruendovi dentro ospedali, scuole, teatri ed appunto campi sportivi, che permettevano così di praticare il calcio, il tennis, la pallacanestro, la pallavolo o ancora la boxe e la scherma. Il tutto sotto l’attenta supervisione dell’illuminato colonnello Hendrik Fredrik Prinsloo.

Ben presto vennero create delle vere e proprie competizioni sportive interne, con tanto di squadre, classifiche e persino tifoserie accanite. Il campionato di calcio raggiunse un livello agonistico di tutto rispetto, tanto che si arrivò ad avere fino a 12 squadre partecipanti ed un giornale interno al campo che seguiva l’andamento del torneo. La cosa più incredibile però, era che alcuni dei calciatori impegnati nel campionato avevano già giocato come professionisti in Italia, o lo avrebbero fatto una volta ritornati in patria. Tra di loro Giovanni Vaglietti, idolo degli appassionati di calcio di Zonderwater, che prima di arruolarsi per la guerra era stato uno dei talenti più cristallini delle giovanili del Torino. Poi, Araldo Caprili, che una volta fatto ritorno in Italia venne ingaggiato dalla Juventus e giocò per due anni al fianco di Giampiero Boniperti. Vicende di uomini che grazie al calcio riuscirono a riguadagnare dignità, rispetto ed a sopravvivere fino a tornare ad essere liberi.

Approfondimenti