Troppe poche donne nel digitale. E il gap di genere aumenta

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Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

Il digitale non è donna e questo rischia di aumentare il gap di genere. Sono ancora troppo poche le rappresentanti del gentil sesso impegnate in lavori o materie legate al mondo digitale. E in un pianete che va sempre più in questa direzione questo rischia di aumentare il divario con gli uomini in termini di lavoro, retribuzione ecc.. L’allarme lo lancia lo European institute for gender equality, l’istituto europeo per l’uguaglianza di genere, un programma specifico della Comunità europea che dal 2007 ha l’obiettivo di promuovere la parità tra i sessi e combattere le discriminazioni di genere.

Da sempre ci sono ambiti e settori lavorativi in cui la presenza maschile è predominante rispetto a quella femminile e viceversa. L’obiettivo dell’Istituto è cercare di riequilibrare questi valori, in particolare nell’ambito della digitalizzazione che è sempre più preponderante nel nostro presente e futuro. Secondo il report annuale dell’Istituto le donne corrono un rischio maggiore di essere sostituite nel loro lavoro da robot e sono sotto rappresentate nello sviluppo di intelligenza artificiale, start-up digitali e prodotti ad alta tecnologia come astronavi, fibre ottiche, laser e microchip.

L’universo femminile non è molto rappresentato nelle discipline cosiddette Stem, acronimo che sta per Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, e questo rischia di aumentare il notevolmente il gap di genere vista la sempre maggiore richiesta di queste discipline. Le materie Stem offrono competenze molto richieste dal mercato del lavoro: si stima che nei prossimi 10 anni le occupazioni in questo campo cresceranno due volte più velocemente rispetto alle altre occupazioni e garantiranno maggiori possibilità di carriera e di guadagno. Eppure è un settore caratterizzato da un forte gender gap. In Italia solo il 18.9% delle laureate ha scelto discipline Stem e, nonostante le ragazze si laureino in corso e in media con voti più alti dei compagni, una volta entrate nel mondo del lavoro non ottengono gli stessi risultati, in termini di occupazione e di retribuzione. Una situazione che va corretta per non rischiare di trovarci in un futuro non troppo remoto con l’universo femminile si trovi ai margini del futuro del lavoro.

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