Troppi 7 milioni, il grattacielo Rai di Torino non si vende

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Riprova, sarai più fortunato. È questo il messaggio che il mercato immobiliare sta mandando dal 2019 al management Rai che tenta invano di vendere il grattacielo di Via Cernaia a Torino. A dare notizia di quest’ennesimo buco nell’acqua è stamane La Stampa. “Il grattacielo della Rai, in via Cernaia, non trova acquirenti”, scrivono Leonardo Di Paco e Claudia Luise. “Ieri, nello studio del notaio Andrea Ganelli, si sarebbero dovute aprire le buste, ma non c’è stato altro da fare che appurare che non sono arrivate offerte. Il bando era già andato deserto una volta, poi è stato riattivato a giugno 2020, sospeso e rimandato fino alla scadenza di ieri. La base d’asta, 7 milioni, era rimasta invariata e la Rai, che è proprietaria, continua a ritenere sia congrua nonostante lo stabile sia totalmente da bonificare dall’amianto”.

PROBLEMA AMIANTO E COVID – In questi mesi si era parlato dell’interesse di almeno quattro grandi società internazionali che avrebbero voluto far diventare l’immobile un hotel con circa 300 camere. Il problema, sembra di capire, è che la base d’asta voluta dalla Rai di sette milioni è troppo alta. E non è bastato evidentemente aver ridotto da 3,5 milioni a 700 mila euro il deposito cauzionale. La lunga e costosa bonifica dell’edificio dall’amianto – oltre al perdurare dell’epidemia – stanno consegnando a Torino un grattacielo fantasma. L’immobile di Via Cernaia 33 è stato sede fino al 2014 della Direzione Generale della Rai. L’edificio, realizzato nel 1966 su progetto di Domenico Morelli e Aldo Morbelli, è uno dei più alti e visibili nel capoluogo piemontese, con 19 livelli fuori terra, 3 piani interrati e 72 m di altezza. In totale ha una superficie di circa 28.600 mq.

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