Tv: 38 ore al giorno di liti e aggressività

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lite_sgarbi_mussolini.jpgUrla, liti e insulti. È lo scenario che i telespettatori sono costretti a subire per oltre 38 ore al giorno sommando la programmazione delle maggiori televisioni italiane. Lo studio, condotto dall’associazione non profit Comunicazione perbene, lancia un allarme sullo stato di “diseducazione” dei media nazionali e promuove una campagna per fermare la “violenza mediatica”. Secondo la ricerca, in testa alla classifica dei programmi più urlati e violenti, non ci sarebbero reality o trasmissioni sportive bensì i telegiornali e i programmi di informazione. I peggiori in assoluto sono i politici che, con i loro comportamenti fanno la parte di veri e propri “ultras del teleschermo”: dove ci sono loro si registra un comportamento scorretto ogni tre minuti di messa in onda. Lo studio si è basato sulle interviste di 130 esperti tra psicologi, psicopedagogisti, sociologi ed esperti di media, e sul monitoraggio del web e delle reti nazionali condotto da Comunicazione perbene, che ha portato all’individuazione dello spazio che hanno, ogni giorno, comportamenti e atteggiamenti aggressivi e diseducativi all’interno dei media. E se la Tv è la prima colpevole, come sostiene il 75% degli esperti, non è la sola a dare il cattivo esempio: a salire sul banco degli imputati ci sono anche i nuovi media, capeggiati da Internet che contribuisce ad aumentare il clima di aggressività (48%). Il web, infatti, è diventato un terreno di scontro, dove il pubblico prende parte in modo attivo a litigi, insulti e risse. Quella che emerge dallo studio è, dunque, una situazione che gli esperti giudicano molto rischiosa e che secondo il 69% degli esperti potrebbe avere serie ripercussioni, soprattutto sui bambini e gli adolescenti. Il bombardamento continuo di litigi, urla e insulti possono infatti portate ad un aumento dell’aggressività, all’insorgere di stati d’ansia, per arrivare fino ad intolleranza e a sociopatie. “La tv è il medium preferito degli italiani e dovrebbe essere uno strumento di informazione o intrattenimento – dice Saro Trovato, presidente di Comunicazione Perbene -, non una sorta di arena dove a dominare sono liti e violenza. Di fatto il piccolo schermo ha una incredibile capacità di influenzare comportamenti e atteggiamenti, nel bene e nel male. E una Tv dove ogni giorno in decine di trasmissioni vengono proposti comportamenti scorretti non è certo una buona maestra. Oltre alla frequenza con cui litigi e aggressioni verbali si susseguono a preoccupare, come sostengono gli esperti intervistati, è l’atteggiamento di routine con cui vengono accolte le manifestazioni più estreme, come litigi, insulti e prevaricazioni, cosa che crea una sorta di complicità con lo spettatore e contribuisce a far entrare a tutti gli effetti la rabbia incontrollabile nel comportamento comune”.