Tv a caccia della sostenibilità – a cura di Telpress

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Foto di Maruf Rahman da Pixabay

Una sola ora di trasmissione produce il doppio dei gas serra emessi da una famiglia in un anno. Non inquina come il cinema, ma anche la tv che guardiamo a casa – varietà, reality, talk show, talent – ha un impatto sull’ambiente. E non da poco: secondo una ricerca della Royal television society inglese, l’impronta di carbonio della tv equivarrebbe a 9,2 tonnellate di C02 per ogni ora di prodotto messo in onda, paragonabile a quella di 36 voli di linea a breve tratta – riporta il Messaggero (p.27) -. In Italia, per quanto riguarda Rai stride il confronto con Bbc, che punta a raggiungere lo zero netto di emissioni entro il 2030: bene i contenuti, ma all’atto pratico la Tv di Stato non ha nemmeno cominciato la copertura fotovoltaica delle sedi di Torino e Napoli. Dall’altro lato, negli ultimi due anni la Lux Vide ha completato la conversione “verde” degli studi di Formello, 800 metri quadri di set alimentati a fotovoltaico e illuminati a led. Anche il calcolo delle emissioni di Sanremo è fermo al punto di partenza. Punta invece al carbon neutral entro il 2030 Mediaset, che nel frattempo compensa riforestando e entro la fine del 2022 promette la conversione elettrica/ibrida dei mezzi aziendali, mentre La7 si concentra “sull’aggiornamento tecnologico dell’infrastruttura aziendale”.

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