Tv: in vista switch off, Agcom mette ordine nel telecomando

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Foto di Vladimír Elexa da Pixabay

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato l’aggiornamento del Piano di numerazione automatica dei canali (Piano LCN) per la televisione digitale terrestre destinato ad operare a partire dal 2022 in ragione dei profondi cambiamenti tecnologici e di mercato che interessano il comparto radiotelevisivo nazionale e locale nel passaggio al sistema digitale di II generazione (DVB-T2). Il provvedimento – spiega una nota AgCom – adottato al fine di assicurare la semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali nonché per garantire il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, ha comunque confermato la ripartizione e la struttura degli archi di numerazione così come consolidata nel decennio di applicazione del precedente Piano. In questa prospettiva, con riferimento alle numerazioni pregiate del I arco (i numeri da 0 a 99), sono stati confermati gli spazi sia per l’emittenza nazionale nonché assicurati quelli per l’emittenza locale di qualità e legata al territorio (numeri da 10 a 19 e da 71 a 99). Inoltre, in attuazione delle disposizioni normative, sono stati riservati ai consorzi e alle intese di emittenti locali – che intendono diffondere la medesima programmazione su più aree del territorio nazionale con la stessa numerazione – i numeri da 71 a 74 nel I arco di numerazione e da 171 a174 nel II arco di numerazione.

FRANCO SIDDI (CRTV) – “La messa a punto del piano di numerazione dei canali del digitale terrestre, LCN, da parte dell’Agcom è tassello fondamentale per garantire certezza all’industria televisiva e stabilità alle abitudini consolidate degli ascoltatori” ha dichiarato Franco Siddi, presidente di CRTV: “La delibera dell’Autorità delle Comunicazioni chiude un capitolo importante delle attività ad essa affidate per il riordino e assicura il mantenimento delle numerazioni attuali dei canali nazionali del primo arco di numerazione. Si superano così definitivamente le controversie, garantendo la certezza per tutti, operatori e cittadini. Una certezza che è tanto più necessaria nel momento in cui l’industria televisiva è nel pieno dello svolgimento del processo di rilascio della banda 700 MHz e della transizione al sistema digitale di seconda generazione  (DVBT-2), e di ciò va dato atto all’Agcom. Ora per il refarming spetta al Governo riprendere in mano al processo con realismo e concretezza”. “Un qualsivoglia stravolgimento di tale ordine avrebbe potuto indurre una inutile confusione negli utenti, falsare le regole della concorrenza e vanificare gli investimenti in brand marketing effettuati dalle emittenti legate a specifiche posizioni sul telecomando” ha aggiunto Siddi.

MAURIZIO GIUNCO (presidente Associazione Tv Locali) – “AgCom ha saputo svolgere un ottimo lavoro, ancorato all’effettiva realtà del comparto televisivo locale e che guarda con grande lucidità e competenza al mercato che verrà a seguito del Refarming della banda 700. In un momento durante il quale i fornitori di servizi media locali sono costretti a navigare a vista senza alcuna certezza riguardo alle modalità ed alle tempistiche del programmato Switch Off, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha elaborato un piano che tiene conto dell’esigenze dell’intero comparto e, nello stesso tempo, capace di riconoscere il lavoro ed il ruolo delle emittenti informative maggiormente radicate sul territorio”. Secondo l’Associazione Tv Locali AgCom ha tenuto in debito conto la situazione che si è venuta a consolidare nel tempo allo scopo di tutelare sia l’interesse dei FSMA, che di salvaguardare il principio delle abitudini e delle preferenze degli utenti valorizzando la programmazione di qualità e quella legata al territorio. Tema questo considerato di estrema importanza per l’Associazione Tv Locali e già contemplato nel documento posto a consultazione. “Condividiamo pienamente i criteri di valutazione e le relative modalità di calcolo e di assegnazione, declinati dal D.p.r. 146, – continua Maurizio Giunco – che rappresentano gli unici parametri oggettivi per misurare la qualità della programmazione e le preferenze degli utenti”. “Con l’aggiornamento del Piano di numerazione automatica – conclude Giunco – AgCom ha aggiunto un importante tassello al processo di Refarming, ora la partita è tutta del Mise”.

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