Tv locali a rischio chiusura. Rea Toscana lancia una petizione

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Una sala regia di una tv locale - Foto da Licenze Creative Commons di Google

Sono oltre 2500 le firme raccolte in soli tre giorni dalla petizione lanciata da Rea, l’Associazione delle emittenti televisive e radiofoniche locali dei Paesi dell’Unione Europea, per “salvare le radio televisioni locali”.

La missiva, indirizzata al Ministro Giorgetti, al Presidente della Repubblica, Mattarella, ed a quello del Consiglio, Draghi, sottolinea il rischio di chiusura di circa 450 piccole e medie televisioni locali. Una situazione definita “una tragedia nazionale di enorme portata costituzionale ed umana”.

Un’odissea, quella del pericolo di chiusura dell’attività editoriale, che l’Associazione imputa a tre ordini di motivi. Il primo è la mancanza delle frequenze necessarie per consentire la prosecuzione dell’attività editoriale svolta incessantemente da 46 anni dalle locali grazie alla sentenza della Corte 28 luglio 1976, n. 202. “Basterebbe che Mise e AGCOM – si legge nella petizione -, d’accordo tra loro, concedessero alle locali il mux n. 12* per evitare un disastro occupazionale annunciato (5.000 dipendenti – più di 1.000 giornalisti – indotto di migliaia di addetti- opportunità per migliaia di giovani nel settore tecnico e giornalistico).

Il secondo motivo sono elevati costi d’affitto della capacità trasmissiva necessaria a diffondere i programmi con il nuovo standard DVB-T2. Trattasi mediamente di euro 70 mila euro annuali + IVA + oneri accessori. Affitti, che secondo i proponenti della petizione sono “insostenibili” ed “imposti senza regole dai nuovi monopolisti Rai e Ei Towers per ragioni di business piuttosto che di servizio d’interesse generale”.

Il terzo motivo per cui centinaia di Tv locali sono a rischio chiusura è, secondo la petizione, la discriminatoria ripartizione del “fondo per il pluralismo dell’informazione e nuove tecnologie” (DPR 146/17) che assegna l’80,75% dei contributi statali a un ristrettissimo numero di emittenti che in sette anni ha incassato circa 770 milioni di euro lasciando sul lastrico le rimanenti 1.450 emittenti del settore.

Per tutti questi motivi Rea invita “il Capo dello Stato e gli Organi parlamentari affinché intervengano per porre fine all’odissea dell’emittenza locale e per il rispetto della Costituzione, articoli 21 e 41, della quale sono garanti”.
Ecco il link con il testo e la possibilità di firmare la petizione: https://chng.it/4mP5NrQ8

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