Ucraina, Bbc continua a informare i russi, attraverso Tor, web segreto e oscuro

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La sede della Bbc a Londra

di Filippo Mei – Venerdì 4 marzo, sul sito della Bbc, nella sezione “Media Centre”, è comparso un messaggio molto particolare, in tre lingue: inglese, russo e ucraino. Si spiegava alle persone residenti in Russia come aggirare le chiusure digitali imposte da Putin, che includevano il servizio pubblico britannico, e come accedere comunque alle informazioni, quelle non sporcate dalla propaganda, tramite il loro portale Bbc, usando due “circumvention tools”, strumenti di elusione.

Due modi venivano indicati dal servizio pubblico inglese per poter fare questo, entrambi interessanti e attuali.

Intero internet – Il primo è l’uso di Psiphon, un’app sviluppata in Canada nel 2004, disponibile negli store di tutti i principali produttori di telefonia mobile (IoS, Android, Windows, etc.), che nasce proprio con l’intento di permettere alle persone di accedere ad informazioni in Paesi in cui la censura vige sovrana, come Corea del Nord o Iran, per citare solo un paio dei loro target. Il motto di Psiphon è “Accedi all’intero Internet” e chissà che in questo caso, dove l’informazione e la disinformazione imperano, in una guerra non solo sul campo e con numeri di cui non possiamo mai realmente fidarci, non sia proprio l’ “intero Internet” ad aiutare tutti, inclusi i russi, a trovare delle risposte.

Il secondo suggerimento sul sito della Bbc è quello di utilizzare Tor, di cui viene fornito il link specifico per accedere al sito del network britannico. Tor è il portale associato comunemente al dark web e alle ricerche più torbide, da hackeraggi ai forum dove hanno inizialmente proliferato le teorie cospirazioniste di QAnon, passando per ricerche di droghe e armi di ogni tipo, documenti falsi di ogni nazionalità e persino di sicari da pagare per far fuori un nemico. Eppure non è tutto dark il web nascosto nel profondo (“deep web”), e magari la Bbc sta mostrando un modo alternativo di fare informazione, per far arrivare ai popoli coinvolti da una guerra, per loro in parte censurata, almeno una porzione diversa della realtà filtrata solo dagli occhi dell’invasore.

Canali alternativi – La BBC ha confermato di aver temporaneamente sospeso le attività giornalistiche provenienti dalla Russia, a seguito della legge firmata da Putin che prevede fino a quindici anni di galera per chi promuove fake news (a detta del governo russo) in tempo di guerra. Bbc intende tutelare i suoi corrispondenti a seguito di un’operazione che “sembra criminalizzare il giornalismo indipendente”, come riferito dal direttore generale. Nonostante questo, per il momento i corrispondenti, benchè non possano produrre servizi dalla capitale russa, non sono stati richiamati, in attesa di tempi migliori e nella speranza di vederli con in mano un microfono, un computer o una telecamera il prima possibile.

Se da lì non si possono far arrivare a noi le notizie che si vorrebbero e che si ritengono vere, l’unico modo sembra sia trovare canali alternativi per farle arrivare in Russia da fuori, sfruttando le nuove tecnologie e combattendo questa guerra con mezzi alternativi.

Sindaco di Kiev – Questa tra Russia e Ucraina è una guerra diversa dalle altre, specchio dell’epoca che stiamo vivendo. Certo, ci sono i carri armati e le bombe purtroppo, boicottaggi e sanzioni (forse su scala mai vista in precedenza). Poi ci sono, come ci ha insegnato la storia passata, sportivi che prendono fisicamente posizione: una volta era Muhammad Alì contro il conflitto in Vietnam; oggi i fratelli Klitschko, ex campioni di pugilato e uno dei due sindaco di Kiev, in prima fila; o Usyk, campione mondiale attuale che ha lasciato il training camp di Londra, dove stava preparando il grande rematch contro l’inglese Anthony Joshua, per tornare ad imbracciare il fucile in patria. E poi, c’è la solita propaganda, ma anche i cyber attacchi (veri e minacciati) e le nuove tecnologie, usate per disseminare informazione e disinformazione. Basti pensare al fatto che, secondo il Financial Times, l’Ucraina è il primo Paese a creare i propri Nft (non fungibile token) statali con lo scopo di raccogliere soldi in criptovalute per l’esercito. Proprio quella forma di pagamento, non tracciabile, che si usa all’interno del dark web, dove, grazie alla Bbc, potrebbe essere stato trovato un canale per mantenere viva l’informazione in un conflitto che la sta mettendo a dura prova.

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