Ue: la lentezza degli Stati frena il mercato digitale

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neelie-kroes_t.jpgTelecomunicazioni: ancora ostacoli al mercato unico europeo. La relazione annuale della Commissione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche denuncia l’applicazione disomogenea delle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni. Si tratta di un forte ostacolo alla realizzazione di un mercato veramente unico e competitivo esteso a tutta l’Unione, che comporterebbe maggiori benefici a consumatori, imprese e economia europea nel suo complesso. Il mercato delle telecomunicazioni fa già registrare notevoli risultati. Ha resistito infatti alla crisi finanziaria del 2009 con una crescita dello 0% a fronte di un declino del 4,2% degli altri settori. Si potrebbe, però, ottenere ancora di più, ma, per farlo, è necessario superare la frammentazione nazionale. Applicare uniformemente le norme esistenti e investire in servizi innovativi sono gli elementi essenziali per una crescita futura. Il primo passo in questa direzione è offrire a tutti i cittadini e alle imprese l’accesso a Internet ad alta velocità e servizi di comunicazione interattivi. “La rapida crescita della banda larga mobile e un accesso a Internet meno costoso – spiega Neelie Kroe, la commissaria responsabile per l’agenda digitale – sono elementi positivi per i consumatori in questi tempi di difficoltà economiche. È invece deludente constatare i limitati progressi compiuti per la realizzazione di un vero mercato unico. Gli Stati membri devono impegnarsi maggiormente per assicurare che le norme del settore delle telecomunicazioni siano attuate correttamente e che siano effettuati i necessari investimenti in servizi innovativi a vantaggio di tutti i 500 milioni di consumatori europei”.