Ultimatum del Pd al “citofono” Rai

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Il Segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa".

La Rai deve cambiare i direttori dei telegiornali nel prossimo cda del 5 marzo. L’avviso di sfratto al settimo piano lo ha prima fatto recapitare Roberto Gualtieri che – come riporta stamane la Repubblica – “giovedì pomeriggio, nella sua qualità di azionista di controllo, ha dato all’ad Fabrizio Salini il seguente ultimatum: o entro 15 giorni si cambiano i vertici dei telegiornali per riequilibrare un’informazione pubblica del tutto sbilanciata su Salvini, oppure il Tesoro metterà in moto la procedura per azzerare l’intero cda”. E il timbro lo ha messo stamane il Segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “La Rai non ha assicurato un’informazione corretta e pluralista, specie per l’ultima tornata elettorale. Un danno per i cittadini, che ora per colmo della beffa pagheranno la multa Agcom con il canone. Invece la multa sia pagata dai responsabili, da chi ha fatto la violazione o non ha vigilato”. “E continua a esserci sovraesposizione di un solo partito, ma Rai non può essere usata come un citofono in campagna elettorale”.

VICOLO CIECO – Salini è dunque nell’angolo, ma al momento non sembra avere l’appoggio del cda (gli basterebbero due consiglieri dalla sua parte per ogni designazione) per procedere al valzer dei direttori. Nel cda di ieri – rivendicando il lavoro svolto – sembra abbia chiesto “collaborazione”. Ma i desiderata del Pd, a partite dalla nomina di Mario Orfeo al Tg3, non hanno i numeri al settimo piano. Tant’è che proprio il consigliere indicato dal Nazareno, Rita Borioni, ha lasciato la sala Orsello sbattendo la porta… Se Pd e M5S non trovano l’accordo sui tg Rai, salta tutta la governance. E forse non solo quella…

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