Ultimo miglio per il cda Rai. Il 15 luglio si chiude, poi (forse) le “compensazioni”…

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Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. Foto da governo.it

Ultimo miglio in casa Rai per la nascita del nuovo consiglio d’amministrazione. La Camera e il Senato indicheranno quattro consiglieri mercoledì 14 luglio (ore 21). Il giorno seguente si riunirà l’assemblea degli Azionisti per l’approvazione del bilancio 2020 e la nomina del nuovo board. Ma l’indicazione più attesa, quella del nuovo amministratore delegato e del nuovo presidente, il premier Mario Draghi – che ora dovrà fare un passaggio in consiglio dei Ministri – l’ha già fatta. Carlo Fuortes (si racconta sul finale preferito a Giorgio Stock, manager con un passato in Disney e già presidente di WarnerMedia Entertainment Networks) impugnerà lo “scettro” del servizio pubblico per i prossimi tre anni. Marinella Soldi sarà invece (Vigilanza Rai permettendo) il presidente di garanzia. Due profili di sicuro affidamento che qualcuno tra gli addetti ai lavori avrebbe visto meglio a parti invertite. Ma per Fuortes lo “scoglio” San Macuto sarebbe stato troppo pericoloso. Probabile che il numero (e il peso) delle deleghe per la Soldi aumenterà rispetto al passato.

MALUMORI – Ma il problema per Palazzo Chigi – che ha proceduto alle nomine senza consultazioni con le Segreterie – è innanzitutto tacitare i malumori che serpeggiano in area centrodestra (e non solo), dove l’indicazione di Fuortes, considerato vicino al Partito Democratico, ha destato qualche perplessità. E poi bisogna tranquillizzare i dirigenti Rai, che hanno chiesto a più riprese che si procedesse con scelte interne che invece non sono arrivate. Per queste si vocifera dalla nomina di ben due direttori generali, uno alla Corporate e l’altro al Prodotto. Entrambi pescati dal settimo piano. E i nomi in pole sarebbero Roberto Sergio, attuale direttore della Radio, e Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione. Due dirigenti di sicuro affidamento che godono di stima in Azienda e nel Palazzo. A un posto da dg ambisce anche Silvia Calandrelli, a capo di Rai Cultura e della direzione orizzontale Cultura ed Educational: è in ottimi rapporti con Fuortes. Compensazioni, insomma, e qualcuno – che avrà già incassato le proprie fiches con i consiglieri – dovrà fare un passo indietro. Ma la “spartizione” è appena cominciata. Presto si parlerà delle direzioni di Tg e Reti e ne vedremo delle belle. E soprattutto scopriremo se la Rai dei migliori, quella targata Mario Draghi, riuscirà finalmente a premiare il merito e la competenza piuttosto che le amicizie…

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