Un disastro i curricula arrivati in Parlamento per il cda Rai

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Prima ci siamo affrettati a contare i curricula dei candidati al prossimo cda Rai giunti in Parlamento: 236 in totale. Poi ci siamo incuriositi e abbiamo voluto vedere i nomi, scoprendo personaggi più o meno noti e più o meno vicini (e utili) alla tv di stato. Alla fine ci siamo intestarditi e abbiamo aperto quei curricula. Per dirla con Il Foglio di stamane: “Un disastro”. Il primo curriculum giunto al Senato? “Dichiaro di essere in possesso della licenza media; di aver fatto il capo treno; di non avere carichi pendenti, di essere recordman mondiale di petizioni inoltrate al Parlamento Italiano-14 anni nel libro Il Guinness dei Primati; d’esser maestro del lavoro”. L’ultimo curriculum? “Cresce in montagna dove per oltre 30 anni gestisce con la famiglia un rifugio estivo. Scala le più alte vette del mondo”. In mezzo – è il resoconto di Simonetta Sciandivaschi – “prof. universitari che sottolineano di aver ‘maturato notevoli competenze’, d’esser stati ‘insigniti di diversi premi e riconoscimenti’ (ma quando? Dove? Da chi? Perché?), buyer dalle ‘capacità e competenze professionali acquisite nel corso della vita ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali’ (quindi mandiamo una squadra di scrutatori a chiedere ai vicini di casa?); autori di ‘numerosissimi saggi’; crocerossini allenatori di pallavolo; individui che non specificano il proprio impiego ma esordiscono con un ‘Vision: l’apprendimento e l’innovazione continua sono elementi strutturali di successo’; avvocati che si raccontano in ventidue cartelle e non hanno neppure la scusa dell’età, perché hanno meno di quarant’anni”.

“Nanni Loy – chiosa il Foglio – ne avrebbe fatto un capolavoro; Garrone, se desidera, ha materiale per un altro Reality; Scola ci manca e basta. Cinema a parte, l’Italia è questa qua: non si cura di conoscere i poteri forti, intende guidarli senza giacca e cravatta, zeppa di targhe e targhette, vuol esser scelta per ciò che è, e non conta per andare a fare cosa, a quello si baderà poi (forse)”. Infine il domandone all’esperto, Silvio Ripamonti, docente di Psicologia all’Università Cattolica di Milano. “Assumerebbe qualcuno di questi candidati? ‘Ci sono profili interessanti. Quello di Fabrizio Del Noce è uno dei meglio scritti: chiarisce perché il candidato, nel ruolo a cui ambisce, sarebbe utile all’azienda’. E sempre alla vecchia casta torniamo”.