Un nuovo sito e sbarco sui social per ReteCoM, l’Associazione che si batte contro l’inserimento dei comunicatori nell’Inpgi

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Un team di comunicazione - Foto di Free-Photos da Pixabay

Un sito internet e una presenza social su Linkedin e Twitter. Con queste due novità ReteCoM, la Rete delle associazioni per la comunicazione e il management, sbarca nel web per portare avanti gli obiettivi con per cui è nata: sottolineare le peculiarità della categoria dei comunicatori e differenziarsi dai giornalisti da cui, pur collaborando, si distinguono per ruoli e funzioni. Un obiettivo che ha avuto come primo impegno quello di contrastare l’allargamento ai comunicatori della platea contributiva dell’Inpgi. Da oggi è possibile trovare tutte le notizie e le comunicazioni della rete a cui aderiscono le associazioni più rappresentative del settore su: www.retecom.org

Gli obiettivi di ReteCom – L’impegno di Retecom, dichiara Rita Palumbo portavoce della Rete, “è diffondere e promuovere la cultura della comunicazione, un settore in crescita e in continua evoluzione, che produce valore economico ed esprime competenze evolute. La nostra Rete è nata per la tutela e la valorizzazione delle molteplici e complesse professioni della comunicazione e del management, attraverso il dialogo costruttivo con le Istituzioni e le Parti Sociali”.

Un obiettivo che è stato evidenziato anche nel nuovo corso della Comunicazione governativa. “Nella prima riunione del Consiglio dei ministri il presidente Mario Draghi ha voluto precisare che il Governo parlerà solo per comunicare fatti concreti. Un’affermazione importante – aggiunge Palumbo – un cambio di rotta sostanziale, che non produce un vuoto comunicativo ma che sottolinea la necessità di una buona, corretta e rigorosa Comunicazione, fattore determinante per la ripresa e lo sviluppo del Paese”.

Per ReteCoM, si legge nell’home page del nuovo sito, la Buona Comunicazione “non è uno slogan, ma una necessità e si traduce nel mettere a disposizione progettualità e competenze professionali indispensabili per qualsiasi progetto di rinascita del nostro Paese”.

“L’approccio alla concretezza di ReteCoM – si legge ancora nel manifesto – sta nei temi su cui ha già avviato il confronto con i precedenti governi: i nuovi modelli del lavoro, la valorizzazione delle competenze manageriali, il riconoscimento delle professioni della comunicazione, l’equità economica, sociale e previdenziale. E infine il salvataggio dell’Inpgi, che deve essere affrontato per assicurare le pensioni ai giornalisti senza coinvolgere i comunicatori in un inutile progetto di breve durata. Sono questi i temi su cui è impegnata ReteCoM fin dal primo giorno della sua nascita. Sono questi i temi su cui le associazioni che costituiscono la Rete chiedono un confronto al Governo Draghi”.

Obiettivi condivisi dalle associazioni più significative del settore, che hanno scelto di unirsi sotto “l’ombrello” di Retecom. Tra queste ci sono Ascai, l’Associazione per lo sviluppo della comunicazione aziendale, Cida, la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità, Com&Tec, l’Associazione italiana per la comunicazione tecnica, Confassociazioni, la Confederazione Associazioni Professionali, Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, IAA Italy Chapter e UNA, Aziende della comunicazione unite.

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