Un Sanremo “rock” ma anche un po’ “lento”

0
224
Amadeus e Fiorello. Foto da streaming.

Per dirla con Adriano Celentano, che l’invito a Sanremo lo ha rifiutato, è stato un festival rock ma anche un po’ lento. Rock per la vittoria dei Maneskin (davanti a Michielin-Fedez ed Ermal Meta); per il coraggio degli amici Amadeus e Fiorello; per la fantastica orchestra, costretta agli applausi e alla mascherina; per la “resistenza” alla pandemia con 5.800 tamponi in una settimana di cui otto positivi; per il ritorno dei giovani su Rai1 nella fascia 15-24 anni; per il boom digital con RaiPlay e l’aumento esponenziale delle interazioni social; per la raccolta pubblicitaria che ha segnato un nuovo record con 38 milioni contro i 37 del 2020; per la bravura e la bellezza delle sue donne, a partire dalla Dea Elodie; e perché ha risposto alla tanto reiterata “preghiera laica” di Claudio Fasulo: sul palco dell’Ariston sono saliti il Dio del calcio (Zlatan) e la Madonna del palcoscenico (Achille Lauro). Ma è stato anche un festival di Sanremo un po’ lento. E non solo per colpa del covid, delle 75 pagine di protocollo sanitario, dell’assenza dell’evento, del balconcino di Vincenzo Mollica e del pubblico in sala. È stato lento perché la scaletta era infinita con 26 cantanti, e di alcuni – a giudicare dal progetto musicale – obiettivamente si poteva anche fare a meno; per il “Prima Festival” del quale – moglie e sponsor a parte – non si è riusciti a capire il senso; per la kermesse bombardata da spot, promo e telepromozioni; e perché – a parità di platea televisiva e con il coprifuoco – ha perso audience e share fino alla serata finale. E qualche mugugno l’ha suscitato anche il monologo di Barbara Palombelli

E POI C’E’ CATTELAN – Ora cala il sipario e il pensiero ai piani alti di Viale Mazzini corre veloce ai palinsesti e al rito dell’annuncio del prossimo conduttore del festival di Sanremo. In panchina si scaldano i volti Rai Alberto Matano e Andrea Delogu. Ed è fresca la notizia che Alessandro Cattelan “Da grande” (titolo delle due serate evento che condurrà sull’ammiraglia a maggio) sarà su Rai1. E in molti lo vedono presto proprio sul palco dell’Ariston in versione “XFactor”. Ma Fabrizio Salini, ad Rai con le valigie in mano, non ha dubbi: “Spero che il prossimo festival sia quello del triplete per Amadeus e Fiorello. Si meritano l’applauso di quella sala”. Ma Ama (con il contratto in scadenza ad agosto 2021) e Fiore (in procinto di interpretare il nuovo programma “Divano”) hanno già detto che il ter non s’ha da fare. “L’idea ora è di fermarci un attimo”, ha confermato Amadeus in conferenza stampa. “Poi se la Rai lo desidera, se il pubblico lo desidera, se si ritrova l’energia, l’idea, vediamo”. “Sono felice e orgoglioso – ha chiosato il direttore artistico – di tutto quello che è accaduto”. “Ci siamo inventati un mestiere – ha ricordato Fiorello – fare spettacolo per nessuno in sala”. Un Fiore che ha dovuto “nuotare nell’acqua dolce con i pesi alle caviglie”; e che per dribblare l’assenza del pubblico ha “optato per il cazzeggio”. E a chi parla di flop vorrebbe replicare: “Zitti e buoni”.

Approfondimenti