“Una famiglia vincente”. Will Smith al cinema con l’incredibile storia delle sorelle Williams

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La locandina di "Una famiglia vincente" - Foto da ufficio stampa

Due sorelle provenienti da un’umile famiglia afroamericana, allenate giorno dopo giorno da loro padre ed arrivate ad essere tra le più grandi tenniste di tutti i tempi: semplicemente Venus e Serena Williams. A raccontare questa incredibile storia di vita e di sport è Una famiglia vincente – King Richard, film diretto da Reinaldo Marcus Green che arriverà nelle sale italiane dal 13 gennaio. Protagonista Will Smith nei panni di Richard Williams, padre e primo allenatore delle due campionesse.

Fin dagli anni della loro infanzia nei primi ’90 l’uomo intravede nelle sue figlie Venus e Serena (che hanno solamente un anno di differenza tra loro) uno straordinario talento per il tennis. Nonostante le scarse possibilità economiche decide così di impegnarsi a tempo pieno per allenarle e renderle sempre più forti sia dal punto di vista tecnico che caratteriale, convinto che entrambe abbiano la stoffa necessaria per arrivare ai vertici del tennis mondiale. Esercitandosi duramente ogni giorno sui campi abbandonati di Compton, in California, le due ragazzine si trasformano anno dopo anno in autentiche fuoriclasse e, ancora adolescenti, sono già pronte a competere con le migliori giocatrici dell’epoca e a conquistare i tornei più prestigiosi. Per entrambe è l’inizio di una carriera stellare che le porterà ad ottenere vittorie su vittorie, in singolare (dove si scontreranno moltissime volte) ma anche insieme nel doppio. Venus conquista 7 titoli Slam e Serena addirittura 23, arrivando così ad essere considerata da buona parte di tifosi ed esperti come la miglior tennista di tutti i tempi.

Ciò che viene raccontato nel film è dunque la storia di un’intera famiglia che ha lottato con determinazione e coraggio per superare le difficoltà, di due ragazze e di un padre che hanno scelto di credere in un sogno che sembrava troppo grande per loro, per di più in un mondo, come quello del tennis, che pareva essere ben poco accessibile per chi proveniva dalle classi sociali meno agiate ed ancor meno per gli afroamericani.

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