Uniti contro la disinformazione. Sulla Rai arriva la serie in pillole contro le fake news

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Foto: Flickr by Jeso Carneiro

Guerra, pandemia, cambiamenti climatici, flussi migratori, diritti umani, elezioni politiche, mercati finanziari: la disinformazione investe ormai tutti gli ambiti dell’attualità e inquina l’ecosistema digitale con fake news, bufale e teorie del complotto. Per combatterla, da sabato 2 aprile (in occasione dell’International fact-checking Day) in box-set su Rai Play e da lunedì 4 nel palinsesto di tutti i canali Rai, arrivano le Pillole contro la disinformazione, 11 brevi filmati pensati per promuovere l’alfabetizzazione digitale e lo sviluppo del pensiero critico.

La serie Uniti contro la disinformazione è prodotta da Rai per il Sociale in collaborazione con l’Ufficio studi e la Direzione comunicazione: in tutto 30 pillole, che saranno distribuite in tre stagioni, nel corso di una campagna di comunicazione che coprirà i prossimi mesi. Tra i primi 11 titoli spiccano per attualità Nebbia di guerra, sul caos informativo nel conflitto Russia-Ucraina (in onda sulle reti generaliste già sabato 2), e La fabbrica dei troll, breve storia della “disinformazia” post-sovietica. Ma ci si occupa anche di chi non vuole riconoscere il cambiamento climatico (La macchina della negazione), del legame tra movimenti no-vax e complottismo (Infodemia), o della satira presa erroneamente sul serio (Non l’ho “falso” apposta). E ancora: denunce, come quella del segretario delle Nazioni unite contro chi diffama i migranti (Bugie bianche), alternate ad esempi pratici su come è facile essere manipolati online (A ciascuno il suo bot) e sul business dei sempre più ingannevoli titoli-esca (Soldi facili). E poi l’appello alla tutela dei teenager, molto esposti sui social (Falsi minori), e quello alla prudenza di fronte ai deep-fake, i video falsi altamente realistici che impazzano in Rete (Sesso, bugie e video falsi); fino al grido di allarme di Maria Ressa, premiata l’anno scorso col Nobel per la Pace per la sua coraggiosa battaglia contro il “virus della menzogna” (Nessuna verità senza i fatti).

L’adesione all’Idmo – L’iniziativa nasce nel solco del percorso di inclusione digitale avviato da tempo dal servizio pubblico, e si inserisce nella più ampia attività di media literacy in cui la Rai si è impegnata aderendo all’Italian digital media observatory (IDMO), un consorzio finanziato dalla Commissione Europea, coordinato dall’Università Luiss Guido Carli, e che vede la partecipazione di Tim, Gruppo Gedi, Università di Tor Vergata, T6 Ecosystems, Newsguard, Pagella Politica.

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