Vaccini ai giornalisti. È caos tra favorevoli, contrari e regole poco chiare. E la categoria ne esce male

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Foto di torstensimon da Pixabay

È un vero e proprio polverone mediatico e non solo quello che si sta alzando intorno al tema di inserire i giornalisti tra le categorie a rischio e quindi con un canale preferenziale nella vaccinazione anticovid. Tra chi la richiede a gran voce e chi invece è contrario, tra Ordini regionali che chiedono ai governatori la priorità e l’Ordine nazionale che è favorevole ma sceglie un profilo più basso, il quadro che emerge è di una categoria divisa e di una gran confusione.

Polemiche e tweet al vetriolo – Ad accendere la polemica è stata Selvaggia Lucarelli che su twitter ha appoggiato l’idea di far accedere i reporter al vaccino in modo prioritario: “Non chiedo il vaccino, però questa cosa che i giornalisti siano nella lista delle categorie non utili a detta degli stessi giornalisti mi dispiace. In questo anno di paura, siamo stati noi a raccontare alla gente cosa succedeva, a denunciare, siamo stati non utili. Necessari”.

Decisamente contrario a questa possibilità, invece, un altro illustre rappresentante della categoria, Enrico Mentana, che su facebook ha replicato esprimendo il suo dissenso in modo netto: “Mi vergogno – ha scritto il direttore del Tg de La7 – mentre leggo che c’è chi ha chiesto di inserire i giornalisti tra le categorie con precedenza vaccinale. Ancora gran parte degli anziani deve ricevere la prima dose, il presidente della Repubblica ha atteso il suo turno settanta giorni, e noi dovremmo accodarci alla congrega dei salta file che raccontiamo e denunciamo ogni giorno? Un po’ di coerenza, un po’ di dignità. O altrimenti chiediamo scusa a Schettino”.

Un post che ha scatenato un serrato botta e risposta con il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, che ha replicato a Mentana definendolo “anima bella da salotto televisivo, il tuo è commento da casta che non viene spedita in assembramenti, se non in ospedali”. Immediata la contro-replica del giornalista che, sempre attraverso i suoi canali ufficiali, dichiara a stretto giro: “Annebbiato forse dalla paura, mi deve aver scambiato per un’altra figura professionale. Sono a capo di una redazione impegnata a ogni ora di ogni giorno. Ho quotidianamente la responsabilità del lavoro in esterna, sul campo, di decine di giornalisti e delle troupe con cui svolgono il loro servizio. Posso quindi con piena coscienza e cognizione di causa ribadire che mi vergognerei di ogni giornalista che pensasse di passare avanti agli ultrasettantenni, alle persone fragili, e a tante categorie più esposte, dagli operatori della nettezza urbana a quelli dei supermercati, che però non hanno il megafono di ordini professionali. Aggiungo qui, a scanso di equivoci e malizie, che mi vergognerei ancor di più di giornalisti che cercassero di evitare la vaccinazione”.

La pensa come Mentana anche Margherita Fronte di Focus che scrive: “è una richiesta inappropriata, tranne che per chi fa cronaca dai reparti di intensiva – ha commentato la giornalista -. Le badanti dovrebbero venire prima di noi. Anche chi guida i mezzi pubblici, i cassieri, i tassisti e tanti altri. Il vaccino non è la medaglietta per il lavoro svolto. Serve ad altro”.

Anche la politica dice la sua – Non potevano mancare le reazioni della classe politica, che ci ha tenuto a dire la sua. Tra i primi a rispondere alla Lucarelli, c’è Guido Crosetto fondatore di Fratelli D’Italia che twitta:”Date il mio vaccino (sono persona particolarmente a rischio) a lei. Anche se non lo chiede……Vi ha avvisati”. È d’accordo con Crosetto anche il leader della Lega Matteo Salvini che a margine di una visita all’Ospedale in Fiera ha dichiarato che “per quanto mi riguarda, giornalisti e politici possono essere le due categorie a essere vaccinate per ultime. Io mi prenoto per settembre e ottobre”.

Come se non bastasse all’elenco di favorevoli e contrari si aggiungono le differenze di approccio tra regione e regione. Molti Ordini regionali (come riportato su AdgInforma.it) stanno chiedendo ai governatori locali di inserire i giornalisti tra le categorie a rischio e quindi tra coloro che godranno della priorità insieme alle altre. Qualche Governatore ha già risposto dando garanzie in senso positivo, altri hanno risposto rimandando la decisione al Ministero, creando così distinzioni tra giornalisti di una regione piuttosto che di un’altra. Aggiungendo confusione a confusione.

#VaccinoAiGiornalisti in tendenza –
L’unico risultato certo di tutto questo polverone è che l’argomento #VaccinoAiGiornalisti ha suscitato un grande interesse anche tra la gente comune, tanto che l’hashtag di riferimento è stato a lungo in tendenza su twitter negli ultimi giorni, con moltissime interazioni dedicate. Di certo la categoria non né esce rafforzata anzi, se i giornalisti non erano certo una delle categorie “più amate dagli italiani”, probabilmente ora lo saranno ancora un po’ di meno.

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