Vademecum verso le elezioni dell’Ordine – Chi può candidarsi

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Dopo due rinvii causa pandemia a ottobre prima e novembre poi, il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui verranno finalmente rinnovati i consigli regionali e quello nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Ancora non si hanno delle date ufficiali per le elezioni ma quello che è certo è che, per la prima volta in assoluto, sarà possibile votare anche in maniera telematica. A metà dicembre, come riportato da AdgInforma.it, il Consiglio nazionale dell’Ordine ha approvato il “regolamento sulle procedure elettorali con modalità mista telematica e in presenza per il rinnovo degli organi dell’Ordine dei Giornalisti”, che ha recepito la disponibilità del voto online affianco a quello in presenza, contenuta nel decreto Ristori. Una innovazione che di sicuro modernizza le procedure di voto e che probabilmente porterà all’allargamento della platea di elettori. Le prossime potrebbero dunque essere ricordate come le elezioni più partecipate di sempre della categoria dopo anni di disinteresse e seggi semi deserti.

Chi può essere eletto

Sulle pagine di Adginforma.it vogliamo avvicinarci a questo appuntamento facendo un po’ di chiarezza su “come funzionano” e “come si svolgono” le elezioni per il rinnovo degli Ordini professionali dei giornalisti. Iniziamo analizzando l’elettorato passivo, ovvero chi può candidarsi per essere eletto come consigliere di un Ordine regionale o di quello nazionale e come può farlo. La norma di riferimento è quella istitutiva dell’Ordine, la n°69 del 1963 aggiornata con la riforma contenuta nel decreto legislativo n. 67 del 2017. Questa prevede che siano eletti 6 giornalisti professionisti e 3 pubblicisti per ciascun Consiglio regionale, mentre il Consiglio Nazionale è composto da non più di 60 membri di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti, eletti tra gli iscritti agli Ordini regionali, prevedendo in ciascuna categoria almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute.

Chi volesse candidarsi ad uno di questi posti da consigliere può farlo liberamente, anche a titolo personale senza necessità di essere inserito in una lista o corrente elettorale. Per essere votati è però necessario “possedere” alcune caratteristiche vincolanti: possono, infatti, essere eletti al Consiglio regionale o al Consiglio nazionale coloro che sono iscritti nei rispettivi elenchi regionali dell’Ordine dei giornalisti e che abbiano almeno 5 anni di anzianità di iscrizione (art. 3 legge 69/1963). La legge stabilisce che per essere eletti al Consiglio nazionale bisogna anche essere titolari di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi) (art. 16 legge 69/1963). Per calcolare l’anzianità di iscrizione, si fa riferimento alla data stabilita per la convocazione dell’assemblea elettorale. Pertanto, il giornalista che intende essere eletto deve avere, alla data della convocazione dell’assemblea elettorale, 5 anni di anzianità di iscrizione in uno degli elenchi dell’Albo (art. 7 DPR 115/1965).

Per chi volesse essere eletto come componente del Collegio dei revisori dei conti, presente in ogni Ordine regionale con tre componenti (2 professionisti e un pubblicista), è necessario che non ricopra o che non abbia ricoperto negli ultimi tre anni la carica di consigliere (art. 12 e art. 19, legge 69/1963).

Per chi volesse concorrere per l’elezione dei rappresentanti delle minoranze linguistiche riconosciute presso le circoscrizioni elettorali nelle quali esse sono espressamente tutelate, il Consiglio nazionale istituisce il CUN, il Collegio unico nazionale, al quale possono partecipare gli iscritti appartenenti a queste minoranze che ne facciano richiesta entro 20 giorni antecedenti la data fissata per la prima convocazione delle elezioni. L’appartenenza ad una minoranza linguistica va autocertificata dal giornalista ed inviata al proprio Consiglio regionale nei tempi previsti. Anche in questo caso bisogna essere in regola con il pagamento dei contributi dovuti, non bisogna essere sospesi dall’esercizio della professione ed essere titolare di una posizione previdenziale attiva presso l’Inpgi. Fatte le dovute verifiche i Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti sono tenuti a trasmettere via pec al CUN, in formato excel, entro quindici giorni antecedenti la data fissata in prima convocazione delle elezioni, i nominativi degli iscritti che abbiano autocertificato l’appartenenza ad una minoranza linguistica riconosciuta. A fianco a ciascun nominativo l’Ordine indica la categoria di appartenenza, e la data di prima iscrizione all’Albo.

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