Verizon dismette la divisione media: Yahoo e Aol ad Apollo per 5 miliardi di dollari

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Verizon getta la spugna nel settore dei media digitali e abbandona i progetti di rilancio di Yahoo e Aol. La telco statunitense ha annunciato la vendita dei suoi asset multimediali di Verizon Media al fondo Usa di private equity “Apollo Global Management” per 5 miliardi di dollari. Di questi, 4,25 miliardi saranno pagati in contanti e i restanti 75o milioni sotto forma di “interessi privilegiati”. Verizon manterrà anche una partecipazione del 1o% nel nuovo gruppo nato dalla cessione, che avrà il nome di Yahoo.

Scommessa persa – La decisione di dismettere i suoi asset nei media digitali per puntare sulle sue attività di rete principali e sullo sviluppo della tecnologia wireless 5G, rappresenta comunque una l’ammissione di una scommessa persa: Verizon aveva acquistato Aol nel 2015 e Yahoo nel 2017 per una somma complessiva di più di 9 miliardi di dollari, puntando forte sul mercato dei media online. A tre anni di distanza dall’ultima acquisizione la rivendita per poco più della metà a cui erano stati acquistati.
Aol e Yahoo che erano stati due pionieri del web e avevano conquistato una fetta importante di mercato ai loro albori, non hanno retto la concorrenza dei giganti della rete come Google, Facebook e Amazon che hanno fagocitato praticamente tutta la raccolta pubblicitaria online.

Le ragioni dell’acquisizione – Nell’ottica di Apollo l’acquisizione dovrebbe rilanciare il “potenziale di una collezione di marchi senza pari”, ha dichiarato Reed Rayman, partner della società di private equity. D’altronde Yahoo e Aol, nonostante il lento declino rispetto alle Big Tech, mantengono comunque un significativo numero di utenti attivi (900 milioni al mese su scala globale) e nell’ultimo anno il fatturato della divisione Verizon Media è stato di 7 miliardi di dollari con una crescita superiore al 10% negli ultimi due trimestri. Secondo alcuni analisti, il tentativo di Apollo sarebbe anzitutto quello di restituire redditività al business per future cessioni a prezzi maggiorati. Oppure la scelta di investire su marchi come Aol e Yahoo potrebbe rappresentare la volontà di ampliare la propria presenza nel settore dei media digitali, in cui Apollo ha già investito parecchio con l’acquisizione di altri brand come Shutterfly, Rack-space e Cox Media.

L’operazione si concluderà entro la seconda metà dell’anno e sarà l’ultimo atto di una operazione di lenta ed inesorabile dismissione del comparto media iniziata a fine 2018 quando Verizon annunciò la svalutazione di 4,6 miliardi di dollari di Oath, nome della società nata dalla fusione tra le internet company Aol e Yahoo proprio per mano di Verizon nel 2017. Smantellamento proseguito nel 2019 con la cessione della piattaforma Tumblr ad Automatic; nel 2020 era stata la volta della testata HuffPost, passata a BuzzFeed; ultima operazione in linea temporale la chiusura, nei primi mesi del 2021, la chiusura dello storico marchio “Yahoo Answers”. Al termine dell’operazione passeranno di mano anche altri siti quali TechCrunch, Yahoo Finance e Engadget.

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