Vigilanza Rai: il 3 marzo arriva Franceschini, si parla di “ItsART” e del no di Salini

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Dario Franceschini, foto da streaming

È tempo di alzare il sipario su “ItsART”, la cosiddetta “Netflix della cultura italiana” che da gennaio 2021 ha un logo e un sito (www.itsart.tv). Il progetto ormai in rampa di lancio è stato fortemente voluto dal ministro della Cultura, Dario Franceschini. E sarà proprio lui, appena riconfermato nel governo Draghi, a illustrarlo in Parlamento. Mercoledì 3 marzo, infatti, alle ore 14 sarà ascoltato in audizione in commissione di Vigilanza sulla Rai. Racconterà lo stato dell’arte, la risposta degli addetti ai lavori, magari traccerà le tempistiche per il lancio dell’App, spiegherà la partecipazione con Cassa Depositi e Prestiti (51%) e la scelta – che ha destato anche qualche polemica – di Chili (49%) come partner tecnologico. ItsART – con in pancia 10 milioni stanziati da Mibact, 9 milioni da Cdp e 9 milioni da Chili – promette di diventare, in tempi di pandemia, il nuovo palcoscenico virtuale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, con contenuti disponibili in Italia e all’estero. Una piattaforma che attraverserà città d’arte e borghi, quinte e musei per celebrare e raccontare il patrimonio culturale italiano in tutte le sue forme e offrirlo al pubblico di tutto il mondo. “Sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo: per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa”, ha spiegato lo stesso Franceschini. Che probabilmente illustrerà anche come la piattaforma venderà i biglietti e foraggerà i fornitori dei contenuti.

IL MANCATO INCONTRO – Ma il motivo per cui Franceschini viene convocato a San Macuto è soprattutto un altro. La recente audizioni dell’ad Rai Fabrizio Salini in Vigilanza non è riuscita a chiarire la dinamiche del no di Viale Mazzini. Caro Franceschini – gli chiederanno i commissari – hai chiesto o no alla Rai di utilizzare RaiPlay e di diventare dunque partner tecnologico di ItsART? Ma soprattutto, perché non hai chiesto un incontro di persona a Fabrizio Salini? “In estate – ha spiegato Salini in Vigilanza – c’è stata un’interlocuzione, è stato illustrato il progetto, abbiamo ritenuto che la mission della Rai è un’altra e non produrre contenuti per rivenderli on demand. E quindi non abbiamo aderito”. “La nostra mission – ha aggiunto – è quella di portare la cultura a un più ampio pubblico possibile in maniera gratuita. Attualmente stiamo interloquendo con Cdp per mettere a disposizione (a pagamento) i contenuti culturali di proprietà della Rai”. Ne nascerà “un protocollo d’intesa che passerà tramite Rai Com, consociata che distribuisce sul mercato i contenuti Rai”. Ma per un progetto così importante e strategico per il Paese, perché il ministro non ha chiesto un incontro a chi al settimo piano prende le decisioni? Mercoledì l’ardua sentenza…

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