Violenza sulle donne, nel 2021 già 103 femminicidi

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Foto da www.Pixabay.com

La ricorrenza della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, prevista per il 25 novembre, pone ancora una volta la necessità di riflettere su un fenomeno che in Italia mantiene proporzioni allarmanti. Dall’inizio dell’anno sono già 103 i femminicidi accertati, in aumento rispetto al 2020. Stando ai dati della Polizia di Stato 89 donne al giorno subiscono reati e, tra queste, il 62% è vittima di reiterati maltrattamenti in famiglia. Sebbene le denunce stiano aumentando rispetto al passato, è però anche vero che solo il 27%  delle vittime intraprende un percorso giudiziario.

I problemi con cui fare i conti, del resto, sono ancora tanti. Innanzitutto una certa “cultura” della violenza di genere che fatica  a scomparire, tanto da essere molto spesso data per scontata dalle donne e sottovalutata dagli uomini. A ciò si legano ovviamente i vecchi retaggi del maschilismo e degli stereotipi di genere, la cui mancata “abolizione” porta di fatto a normalizzare, in molti casi, la sopraffazione maschile sulla donna. Secondo la recente ricerca La cultura della violenza, condotta  da Ipsos per WeWorld, meno del 40% delle donne sono consapevoli di aver subito una forma di molestia almeno una volta nella vita. Il 70% delle lavoratrici ha subito discriminazioni in ambito lavorativo e più del 40% dichiara di aver subito una forma di molestia, un atto violento o una forma di controllo in una relazione sentimentale o famigliare. L’indagine fornisce perciò una fotografia della diffusione del fenomeno, ma anche del grado di consapevolezza e della percezione che le vittime hanno riguardo a ciò che hanno subìto.

Altra questione da non sottovalutare è poi quella legata ai malfunzionamenti della Giustizia in ambito di violenza sulle donne. È piuttosto semplice constatare come molte vittime si rifiutino di denunciare i propri aggressori per paura di non essere adeguatamente protette da chi di dovere e subire quindi ulteriori ritorsioni, talvolta fatali. La legislatura dedicata a tale aspetto è, in questi ultimi anni, oggetto di forte dibattito pubblico e politico, anche se, tuttavia, le soluzioni approntate finora non sono ancora riuscite ad evitare la reiterazione delle violenze da parte di soggetti già denunciati, se non addirittura condannati a pene detentive.