Vittorio Feltri: “Siamo tutti nella merda ma via Solferino ne è la fabbrica”

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Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, non smette di picconare. Prima ha annunciato, a 77 anni, di essersi dimesso dall’ordine dei giornalisti: una “gabbia di incompetenti”. Oggi, non pago, se la prende col più importante quotidiano del Paese. “Non potevamo immaginare che un colosso come il Corriere della Sera potesse giungere a un livello di bassezza di questo tipo. Udite. D’ora in poi – spiega nell’editoriale su Libero – ogni articolo concordato con la direzione sarà pagato all’autore 50 euro lordi. Cioè una miseria di genere extracomunitario. Mentre i pezzi inviati spontaneamente dai pubblicisti in redazione saranno pubblicati a titolo gratuito. Queste brutte novità sono state comunicate urbi et orbi ai cronisti per mezzo di una lettera collettiva che ha suscitato lo sconforto di tutto l’organico, il quale sarà costretto a fare la fame o a cambiare mestiere, ché forse sarebbe meglio visto che i giornalisti ormai incassano meno di una colf e neppure sono considerati. Intendiamoci. Comprendiamo le esigenze di bilancio, dato che gli introiti delle aziende editoriali sono sempre più esigui. Anche noi di Libero non largheggiamo nei compensi, ovvio, siamo piccoli, eppure non quanto il Corriere della Sera il quale si dà arie da grande mentre tale non è. Questa nostra sconsolata nota deve suonare come un allarme: siamo tutti nella merda ma via Solferino ne è la fabbrica. Viva Libero che resiste eroicamente e rispetta i propri valenti collaboratori”.

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