Viva la vulva. Fa discutere lo spot che rompe i tabù sul corpo femminile

0
1871
Un'immagine dello spot della Nuvenia

Viva la vulva, la nuova campagna pubblicitaria della Nuvenia, non è un semplice spot sugli assorbenti ma è, a modo suo, una “pubblicità progresso” che punta a rompere i tabù legati al ciclo mestruale e all’intimità femminile. O almeno riesce molto bene ad mascherare l’obiettivo commerciale con quello “sociale”.

Lo spot racconta le mestruazioni in molto molto esplicito e divertente. La pubblicità non è una novità assoluta ma è nata nel 2018 dalla creatività di Amv Bbdo e nella sua vita ha già ottenuto oltre 60 premi ai più prestigiosi festival creativi e pubblicitari, di cui 6 Leoni d’Oro a Cannes. Ora è arrivata sui canali digitali e sulle tv italiane ma, evidentemente, molti italiani non sono ancora pronti a parlare liberamente di questi argomenti: lo spot ha suscitato molte polemiche soprattutto, come sempre, sui social.

Nella versione estesa la pubblicità è un vero e proprio cortometraggio in cui un utero dai tratti umani racconta la femminilità parlando non solo di mestruazioni, ma anche di endometriosi, fecondazioni in vitro, aborti, vampate e così via, tutti argomenti da sempre tabù in Italia. Stesso stile nella versione da 20 secondi in cui, anche se in maniera più breve, si rende comunque l’idea.

Nello spot le parti intime femminili vengono rappresentate in modo creativo e ironico usando conchiglie, frutti, origami e centrini, dando un’idea gioiosa di questa parte del corpo. L’immagine che si trasmette non rispecchia i canoni stereotipati dimostrando che, anche per quanto riguarda il sesso femminile, non esiste una forma perfetta, un corpo perfetto.

Di supporto alla campagna pubblicitaria, Nuvenia ha organizzato anche una mostra collettiva di artiste internazionali centrata sui tabù del corpo femminile, che si è tenuta dal 9 all’11 ottobre presso lo Spazio Six di Milano.

La mostra, che presentava una serie di opere sul corpo della donna, la sua anatomia e la sacralità della zona intima attraverso forme di espressione diverse, era associata ad un’asta benefica, in collaborazione con CharityStars, il cui ricavato è andato al Comitato della Croce Rossa Italiana di Milano, per un progetto a supporto delle Donne senza Dimora.

La campagna prevede anche un progetto di branded content ideato da Roba da Donne, testata giornalistica di Media Prime, gestito da Zenith in collaborazione con la capability Content di Publicis Groupe.

Intitolato “Chiamiamo le cose con il loro nome – Si dice mestruazioni e vulva”, il progetto, iniziato a giugno e attivo per tutto l’anno a scopo educational, è composto da articoli a taglio informativo o narrativo e da video native che hanno già fatto registrare oltre 1 milione e mezzo di video views.

Insomma, un progetto di ampio respiro quello legato a “Viva la vulva”, che continuerà a far parlare di se sperando che possa servire a rompere alcuni dei tabù sulle donne e sul loro corpo e non solo a vendere assorbenti.

Approfondimenti