“Voltare pagina”: presentazione del Libro Bianco sulla lettura

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Il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Foto da streaming.

Il Centro per il libro e la lettura presenta il “Libro Bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021). Idee, riflessioni e strategie per la ripartenza dopo la pandemia”. L’incontro moderato da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera, vede personalità legate al mondo della cultura confrontarsi sulla situazione dell’editoria, costretta al cambiamento da oltre un anno. Il volume, realizzato dal Centro per il libro e la lettura in collaborazione con Aie e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e scaricabile sul sito del Cepell, rappresenta un punto di partenza per un possibile rilancio delle politiche e delle azioni di sostegno alla lettura e al libro in Italia. Dario Franceschini, ministro della Cultura, sottolinea come i libri siano un bene necessario e di tutti, e come di conseguenza servano aiuti che non siano momentanei. Molto è stato fatto nell’ultimo anno per incrementare la possibilità di lettura, e il digitale ha ricoperto un ruolo centrale, come ricorda Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura: “La scoperta del digitale è stata privata, avvenuta nel chiuso della propria abitazione, ma andrebbe valorizzata. Dai dati risalta anche la resistenza del libro, perché è una dimensione solida e rilevante”.

E seppur il libro resista, il cambiamento forzato già in atto è destinato a durare: “Le linee di intervento per il futuro del libro derivanti dagli impegni di Governo e contenute nel PNA vedono il supporto alla filiera tramite finanziamenti (attraverso i bandi al terzo settore, librerie e biblioteche, ma anche alle Capitali del libro, all’import/export e ai piccoli editori), una varietà delle offerte e dei consumi, politiche e strategie di promozione”, spiega Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura. L’obiettivo è quello di non ricadere più nei dati di inizio 2020, quando le librerie erano chiuse e il calo della vendita dei libri si è fatto sentire. Giovanni Peresson, ufficio studi dell’Associazione italiana editori, approfondisce i dati dalla pandemia ponendo l’accento sulla crescita del mercato editoriale a fine 2020, grazie agli editori che si sono mobilitati per lo smart working, che hanno riorganizzato l’area diritti della casa editrice, incrementato la produzione del digitale e proposto nuovi autori e titoli. Tuttavia l’indice di lettura è il più basso rispetto agli altri paesi europei (Italia 61%, Spagna 68%, Germania 69%, UK 86%, 92%).

Dunque cosa si può fare di più? Tramite un sondaggio rivolto a editori, librerie e biblioteche, è stato chiesto quali siano le misure ritenute più adatte per sostenere il mercato e allargare il bacino di lettura. Le risposte si accordano sul sostegno alla domanda e sugli interventi legislativi; seguono campagne di comunicazione e interventi in infrastrutture per la lettura. Ma il nostro Paese, grazie alle straordinarie misure intraprese, è diventato un modello per l’Europa, come ricorda Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori. Paese che ha dovuto confrontarsi anche con un’altra grande introduzione, quella della didattica a distanza. Conclude la conferenza Flavia Piccoli Nardelli, capogruppo del Partito Democratico in commissione “Cultura, Scienza e Istruzione” alla Camera dei deputati, sottolineando quanto sia necessario proprio in questo momento continuare a seguire la strada intrapresa: “Abbiamo lavorato per molto tempo sulla Legge per la lettura, entrata in vigore poi un anno fa, che ha dato avvio a una serie di processi molto interessanti in un momento di sperimentazione. Le commissioni Cultura di Camera e Senato hanno il privilegio di tenere insieme il mondo della cultura, della scuola, della ricerca. Dunque questa digitalizzazione forzata che ha coinvolto tutti questi mondi è qualcosa che va accompagnata, e la legge è l’inizio per portare avanti questa sperimentazione che dobbiamo fare”.

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