Winelivery, lo spot omaggio ad Arancia Meccanica che fa discutere

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foto da streaming

In tempo di Covid e lockdown anche il vino e la sua filiera si sono dovuti adeguare ai tempi: enoteche e degustazioni stanno pian piano lasciando il passo al wine delivery, ovvero la consegna e la degustazione a domicilio dell’amato nettare, che si afferma sempre più tra le abitudini dei consumatori e produce nuove idee di business. Tra queste rientra lo spot televisivo di Winelivery, l’App per bere che consegna direttamente a domicilio vino o drink (ma anche ghiaccio e snack) alla temperatura ideale in 30 minuti.

Lo spot in onda in tv dal 28 Febbraio è un omaggio ad Arancia Meccanica di Stanley Kubrick a 50 anni dall’esordio sul grande schermo. L’idea alla base della pubblicità, ideata dalla H-57 Creative Station, è mettere in scena le tante cose che si possono fare nei 30 minuti che intercorrono tra l’ordinazione e la consegna delle bevande. Per farlo “ci è venuto spontaneo pensare alla scena di Arancia Meccanica in cui il protagonista porta a casa le due ragazze conosciute poco prima. Gli ingredienti erano già tutti lì: musica, gioia, divertimento, inquadratura mozzafiato, ambientazione futuristica, ma soprattutto ironia… tanta, tanta ironia”, questa la spiegazione dello spot data da Marco Dalbesio, Ceo & Partner dell’agenzia responsabile della realizzazione dello spot, che ha anche voluto ringraziare Winelivery “per averci creduto e seguito con coraggio, non è da tutti”.

Lo spot di Winelivery:

La richiesta di sospensione – Ed infatti la riproposizione della mini orgia, seppur condita con tanta ironia e senza volgarità, non è piaciuta all’Aiart, l’Associazione italiana ascoltatori radio e televisione, Onlus di ispirazione cattolica guidata da Giovanni Baggio, che ha richiesto l’immediata sospensione dello spot. Per il presidente dell’Associazione, quella di Winelivery è “una campagna non idonea alla fascia protetta, che mette in scena in maniera demenziale le relazioni umane; riduce la donna a oggetto sessuale e vìola i diritti dei minori”. Per Baggio, dunque, “uno spot inaccettabile segnalato ad Agcom e all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
L’associazione cittadini mediali evidentemente non ha apprezzato il richiamo cinematografico e l’ironia della campagna pubblicitaria che definisce “discutibile” e che, spiega in un comunicato “forse ha preso un po’ troppo alla lettera il motto ‘Torneremo a baciarci e abbracciarci’, mettendo in scena un’orgia. Trascorsa la mezz’ora, scandita dallo smartphone in primo piano che copre parzialmente il set, arriva la bottiglia di vino bianco per il brindisi”.
Una campagna di dubbio gusto che, continua il comunicato dell’Aiart, ha comunque raggiunto il suo obiettivo: “ma una cosa è certa l’obiettivo di far parlare di sé (nel bene o nel male purché se ne parli) l’ha ampiamente raggiunto”. E “i pochi secondi di libertà a 360°, intesa dall’ideatore dello spot – conclude l’Aiart -, bastano a togliere ai nostri bambini e ragazzi la libertà di crescere con dei valori nonché la libertà di scegliere in quali valori credere”.
Di sicuro l’eco mediatico c’è stato se anche Luciana Litizzetto ha dedicato una parte del suo spazio a Che tempo che fa, prima serata di Raidue domenica sera, ad ironizzare sullo spot. Al di là della satira, questa volta, la censura per uno spot ironico e nient’affatto volgare ci sembra, francamente esagerata.

Di certo chi non si preoccupa delle critiche è proprio la start-up milanese, fondata da due imprenditori under 30, Francesco Magro e Andrea Antinori che nel 2016 hanno lanciato la app che ora viaggia a gonfie vele con +600% di fatturato. Winlivery, come scrive il Sole24Ore, ha chiuso il 2020 con un tasso di penetrazione all’1,2%, grazie alle oltre 700 mila app scaricate, e 7,5 milioni di euro di fatturato consolidato, 6 volte quello del 2019. Con un ampliamento imponente della sua rete che è arrivata ad oltre 60 store con servizio express in tutte le principali città italiane, dalla Sicilia all’Alto Adige grazie a un round di investimento conclusosi a dicembre.