World press photo, in mostra a Roma gli scatti dell’anno

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world-press-photo-2012Roma accoglie le foto più belle del 2011. Da sabato 28 aprile al Museo di Roma in Trastevere sono in mostra le immagini del “World press photo” premiate nel 2012. Gli scatti selezionati dalla giuria indipendente saranno visibili al pubblico fino al 20 maggio prossimo. Il Word press photo è il più importante riconoscimento per la fotografia giornalistica al mondo e da 57 anni sceglie le migliori foto tra le migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il globo, inviate alla “World press photo foundation” di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in nove diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport. Quest’anno gli scatti partecipanti sono stati ben 101.254, inviati da 5.247 fotografi professionisti appartenenti a 124 diverse nazionalità. Foto dell’anno è quella dello spagnolo Samuel Aranda, che ritrae una donna che tiene tra le braccia un parente ferito. L’immagine, che ha fatto il giro del mondo, è stata scattata in una moschea di Sanaa, capitale yemenita, allestita come ospedale da campo dai dimostratori contro il regime del Presidente Ali Abdullah Saleh, durante gli scontri del 15 ottobre 2011. La foto ritrae un momento straziante e pieno di compassione. Probabilmente non si saprà mai chi sia questa donna che accudisce un parente ferito, ma insieme diventano l’immagine vivente del coraggio delle persone comuni che hanno aiutato a scrivere un capitolo importante nella storia del Medio Oriente. Infatti, la storia, la cronaca, la guerra, la vita di tutti i giorni, la crisi in ogni angolo del pianeta sono straordinarie finestre di verità, documenti di vita di tutti i giorni. E lo scopo della rassegna non è solo mostrare al pubblico una galleria di immagini belle esteticamente e curate, ma è soprattutto quello di far rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo, riferiti all’anno precedente. Tra le tante immagini allestite la maggior parte riguardano la rabbia delle proteste di Piazza Tahrir al Cairo, epicentro della primavera araba, ma anche la rivolta libica dove il corpo di Gheddafi, alla periferia di Misurata, viene trascinato tra polvere e sangue in una foto premiata con una menzione speciale. Altrove, molto lontano, un altro fotoreporter ha ripreso la vita quotidiana dei sopravvissuti al disastro di Fukushima, guardando dritto negli occhi i loro giorni fra case di cartone e detriti di un terremoto che ha cancellato intere città. Ancora, viene catturato fuori Oslo, il momento dell’arrivo della polizia dopo la strage in cui Anders Breivik ha massacrato 69 persone. Il dramma vissuto da quattro milioni di americani che, non potendo più pagare il mutuo, sono stati costretti a lasciare le loro case è stato fonte di ispirazione di molti fotografi. Tra i reportage dell’anno c’è quello sulle spose bambine nello Yemen, in Etiopia, in India, costrette a sposarsi addirittura a sei anni. Nel fotoracconto è ripresa New York nel momento di una manifestazione di Occupy Wall Street. Molto belle anche le foto che riprendono la grotta più grande del mondo in Vietnam. Quest’anno i premiati italiani sono stati sette: Alex Majoli (Notizie generali, Foto single), Paolo Pellegrin (Notizie generali, Storie), Eduardo Castaldo (Spot News, Storie), Simona Ghizzoni (Storie d’attualità, Foto singole), Pietro Paolini (Vita quotidiana, Storie), Emiliano Larizza (Arte e spettacolo, Storie) e Francesco Zizola (Natura, Foto Singole).