Yemen, ucciso il ragazzo-reporter che filmava i bombardamenti sauditi

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hashim-al-homranE’ morto a seguito delle ferite riportate dopo un bombardamento aereo saudita, il giovanissimo reporter yemenita Hashim al-Homran. Il ragazzo, di soli 17 anni, da mesi documentava con la sua telecamera le conseguenze dei bombardamenti dell’Arabia Saudita in Yemen, raid effettuati ufficialmente per scovare i terroristi dello Stato Islamico ma che, secondo le stime delle Nazioni Unite, hanno causato almeno 8mila vittime civili: uomini, donne e bambini che con Daesh non hanno nulla a che fare. Hashim, piccolo e sconosciuto eroe, lo scorso 21 gennaio stava documentando con la sua telecamera proprio uno di questi bombardamenti a Dhayan, a venti chilometri dalla città di Sadaa, in Yemen, quando è stato colpito dall’esplosione di una bomba, restando gravemente ferito. Il ragazzo morirà il giorno dopo. “Arrivano i soccorsi, la gente corre ad aiutare i feriti. Si scava per liberare i corpi dalle macerie. Ma i sauditi non ci stanno e mettono in atto un Dual Tap” scrive Famiglia Cristiana rivista da tempo impegnata nel denunciare soprattutto le incoerenze dell’Occidente nel rifornire di armi paesi in guerra in Medio Oriente. Si tratta di una delle più feroci pratiche utilizzate in guerra e consiste nel bombardare una zona già colpita con lo scopo di uccidere anche i soccorritori. Si tratta di un crimine di guerra ingiustificabile. Hashim al-Homran sa i rischi che corre, ma ugualmente ritiene che sia suo compito raccontare. E’ in questa circostanza che perde la vitta ma ugualmente il suo lavoro si rivelerà prezioso perché verrà caricato su Youtube e rappresenterà una testimonianza determinante probabilmente anche per inchiodare l’Arabia Saudita alle sue responsabilità. “Siamo rattristati nel venire a conoscenza della morte del nostro collega yemenita, Hashem Al Hamran – ha detto il segretario generale dell’Ifj, Anthony Bellanger -. Nello spazio di una settimana abbiamo perso due giornalisti yemeniti. Condanniamo questi attacchi agghiaccianti che minacciano la vita dei giornalisti che si occupano della guerra. Sono testimoni attendibili della guerra e tutte le parti in conflitto devono rispettare la loro presenza e garantire il loro benessere”. L’Ifj si unisce all’ Yjs, il sindacato dei giornalisti yemeniti, nel condannare l’uccisione di Hashem e nell’inviare le condoglianze alla famiglia del ragazzo-cameraman. La sua morte arriva pochi giorni dopo l’uccisione di Almigdad Moujalli, che lavorava per Voice of America, anch’esso ucciso in seguito ad un attacco aereo, e dopo l’attentato al noto giornalista Nobel Subaye, che scrive per diversi giornali nazionali che lo scorso 2 gennaio nella capitale Sana’a, era riuscito a sfuggire ad un tentativo di omicidio. Tutte notizie che confermano come lo Yemen sia uno dei paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti. Secondo le statistiche Ifj, almeno 10 reporter sono stati uccisi lo scorso anno nel paese. Per questo il 29 e 30 gennaio prossimi, l’Ifj insieme all’Yjs terranno una conferenza internazionale ad Amman, in Giordania, per discutere della crisi della sicurezza dei media nel paese e rafforzare la solidarietà con i giornalisti yemeniti.