Analisi statistica nel Poker: percentuali, probabilità e decision making
Poker (pexels)
Il poker è spesso descritto come un gioco di abilità mascherato da gioco d’azzardo. Dietro ogni decisione presa al tavolo si nasconde un intricato equilibrio tra calcolo matematico, psicologia e gestione del rischio. In questo articolo analizziamo il poker da una prospettiva strettamente statistica, esplorando le principali percentuali e modelli che guidano le scelte ottimali dei giocatori professionisti.
1. Le probabilità di base delle mani iniziali
Nel Texas Hold’em, il formato più diffuso, ogni giocatore riceve due carte coperte su un totale di 1.326 possibili combinazioni di starting hands (52 prese 2 alla volta). Tuttavia, considerando che mani come Asso di cuori + Re di cuori sono statisticamente equivalenti ad Asso di quadri + Re di quadri, si riduce il numero effettivo di combinazioni uniche a 169.
- Coppia servita (pair): 6 combinazioni su 1.326, pari allo 0,45%.
- Due carte dello stesso seme (suited): circa il 23,5% delle mani.
- Due carte consecutive (consecutive ranks): circa il 15,7%.
Le mani premium come AA, KK e QQ rappresentano complessivamente lo 0,9% di tutte le mani possibili. Un giocatore riceve una coppia di Assi, in media, una volta ogni 221 mani.
2. Analisi post-flop: calcolo delle odds e dell’”equity”
Dopo il flop (le prime tre carte comuni), le decisioni diventano eminentemente probabilistiche. Supponiamo di avere quattro carte dello stesso seme dopo il flop (flush draw). Rimangono 9 carte utili su 47 sconosciute, quindi la probabilità di completare il colore è:
- Al turn: 9 diviso 47, cioè circa 19,15%
- Entro il river: 1 meno [(38 diviso 47) moltiplicato per (37 diviso 46)], cioè circa 34,97%
Analogamente, con un progetto di scala aperto (open-ended straight draw), ci sono 8 outs, quindi:
- Entro il river: 1 meno [(39 diviso 47) moltiplicato per (38 diviso 46)] = circa 31,45%
Queste percentuali vengono usate per calcolare le pot odds, ossia il rapporto tra quanto bisogna investire e il potenziale ritorno. Se le pot odds sono inferiori all’equity, il call è statisticamente profittevole.
3. La legge dei grandi numeri e la varianza nel poker
Nel breve periodo, il poker è dominato dalla varianza: un giocatore può subire sconfitte ripetute anche con decisioni corrette, un po’ come accade all’interno della NetBet roulette e in altri giochi aleatori. Tuttavia, la legge dei grandi numeri garantisce che nel lungo periodo i risultati tendono a riflettere il valore atteso delle decisioni.
Ad esempio, se un giocatore con il 70% di probabilità di vincere una mano si trova all-in 1.000 volte, il numero atteso di vittorie sarà circa 700. Tuttavia, la deviazione standard si calcola con la radice quadrata di (n * p * (1 – p)), cioè la radice di (1000 * 0,7 * 0,3), pari a circa 14,5. Quindi la probabilità di vincere tra 685 e 715 mani è superiore al 68%.

4. L’Expected Value (EV)
L’Expected Value è la metrica fondamentale per analizzare la redditività delle decisioni nel poker. Si calcola come:
EV = (probabilità di vittoria * importo vinto) – (probabilità di sconfitta * importo perso)
Esempio: se puntiamo 100 euro per vincerne 200 con il 40% di probabilità, l’EV sarà:
EV = (0,4 * 200) – (0,6 * 100) = 80 – 60 = +20
Decisioni con EV positivo generano profitto nel lungo periodo, indipendentemente dal risultato nel singolo episodio.
5. Frequenze di combinazioni vincenti al river
Sul totale delle possibili mani nel Texas Hold’em, le probabilità approssimate di completare certe combinazioni entro il river sono:
- Coppia o migliore: 50,1%
- Doppia coppia: 23,5%
- Tris: 4,83%
- Scala: 4,62%
- Colore: 3,03%
- Full House: 2,60%
- Poker: 0,17%
- Scala reale: 0,0032%
Questi valori illustrano la rarità delle mani più forti e spiegano la struttura delle puntate: i giocatori scommettono di più quando la probabilità di avere la mano migliore supera quella media del campo.
6. Analisi Bayesiana e adattamento dinamico
Il poker moderno incorpora anche strumenti di inferenza bayesiana. Le probabilità di certe mani avversarie vengono continuamente aggiornate in base all’azione osservata. Ad esempio, se un avversario rilancia pre-flop il 10% delle mani, ma lo fa da posizione iniziale, la distribuzione si restringe a circa il top 5% (AA–TT, AK–AQ). Dopo un flop coordinato, il modello bayesiano aggiorna le probabilità in tempo reale, consentendo di stimare in modo più accurato la range equity.
