Il Corriere riabbraccia Carlo Verdelli: torna come editorialista

"Carlo Verdelli torna al Corriere della Sera". Ad annunciarlo è lo stesso quotidiano del gruppo Rcs del quale, per sette anni, è stato vicedirettore, con Paolo Mieli e Ferruccio de Bortoli, oltre che direttore del supplemento settimanale Sette. Il giornalista che da poco più di un mese è stato rimosso dalla direzione di Repubblica, riprenderà dal 1 giugno la collaborazione con il Corriere, dove firmerà editoriali, opinioni e storie. Per il gruppo Rcs Verdelli era stato anche direttore della Gazzetta dello Sport, prima di passare a Condé Nast, alla Rai e infine a La Repubblica. Il direttore...

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Gad Lerner passa al Fatto. "A Repubblica monarchia assoluta"

"Colto sul Fatto! Fino a venerdì scorso l’idea di scrivere su questo giornale mi appariva remota. Ma certe decisioni si prendono in fretta, dall'una e dall'altra parte, di fronte all'evidenza di uno scenario che cambia nell'offerta di quel bene prezioso che è l’informazione. E allora, benché sussistano divergenze profonde su politica giudiziaria, carceri, immigrazione, ringrazio dell'invito ricevuto dopo le mie dimissioni da Repubblica e provo a motivare quella che considero una scelta obbligata. Ma assai stimolante". Gad Lerner si affida ad un incipit ironico per il suo articolo d’esordio...

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Il Cdr di Repubblica si dimette. In una lettera le ragioni della scelta

Alla fine le dimissioni del Cdr di Repubblica sono arrivate ma, spiegano i dimissionari in una lettera, non "per protesta contro la decisione del direttore, Maurizio Molinari, di non pubblicare il nostro primo comunicato sulla vicenda Repubblica-Fca". Le motivazioni di questa scelta, affermano Marco Contini, Dario Del Porto, Marco Patucchi, Carmine Saviano e Giovanna Vitale sono dovuti alla "percezione del fatto che tra il Cdr e una fetta importante della redazione non ci fosse più un comune sentire su alcuni temi che secondo noi sono fondamentali per il presente e il futuro di...

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Torino, rinviato a giudizio l'ex portavoce della sindaca Appendino

Ha tenuto Chiara Appendino sotto scacco, minacciando lei e la sottosegretaria del Ministero dell’Economia, Laura Castelli, di rivelare informazioni “scottanti”, se non gli avessero procurato un lavoro quando, nell'estate 2018, lasciò il suo incarico di portavoce della sindaca di Torino. Per queste ragioni i pm Enrica Gabetta e Gianfranco Colace hanno chiesto il rinvio a giudizio di Luca Pasquaretta, giornalista di origini lucane, ed altre sette persone. "Non ho mai chiesto nulla a nessuno, né incarichi, né lavori, né favori. Nulla di nulla – è la reazione dell’ex pitbull, come era stato...

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Prestito Fca. Cdr di Repubblica contro la linea editoriale: "Vigileremo su autonomia e indipendenza"

Acque sempre più agitate a Repubblica, in quella che sta diventando sempre di più una guerra aperta tra il neo direttore Molinari e una parte della redazione. Dopo lo sciopero per la sostituzione di Carlo Verdelli appena messo sotto scorta per le reiterate minacce ricevute, e le polemiche per il premio istituito da Molinari al giornalista della settimana, ora arriva il caso del prestito di 6,3 miliardi di euro, con garanzie statali, richiesto da Fca. La vicenda ha creato non poco imbarazzo in una parte della redazione che ha notato un evidente conflitto di interessi tra il nuovo azionista di...

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Ansa. Giornalisti in sciopero contro i tagli

Giornalisti in agitazione all'Ansa. Dalle 7 di stamattina, venerdì 15 Maggio, i redattori si asterranno dal lavoro per 48 ore per protestare contro i tagli prospettati dall'azienda. L'assemblea dei giornalisti ha affidato al Cdr un pacchetto di 10 giorni di sciopero. L'annuncio è arrivato al termine di un'assemblea che si è svolta ieri, 14 maggio, con una nota nella quale i giornalisti definiscono "irricevibile il piano prospettato dall'azienda per recuperare gli ipotizzati minori ricavi legati all'emergenza sanitaria Covid-19". Secondo i giornalisti, le misure avanzate "comprometterebbero...

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Morti rimpiazzati con migranti: nuovo titolo shock di Libero. L’Ordine lo denuncia

Libero l'ha fatto di nuovo: è uscito con un ennesimo titolo provocatorio in prima pagina e le polemiche, come da copione, non hanno tardato ad arrivare. Stavolta, nel mirino del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, sono finiti i migranti, che secondo il quotidiano milanese, andrebbero a "rimpiazzare" i morti dovuti alla pandemia di Coronavirus,prendendo come pretesto la possibile regolarizzazione della manodopera straniera, ipotizzata dal Governo. Questo il titolo della nuova discordia: “In Italia 30 mila morti. Rimpiazzati da 600 mila migranti". Stavolta, però, non si è fatta attendere la...

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Libertà di stampa. Oggi la giornata mondiale dell'Unesco

Si celebra oggi, 3 Maggio, la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa promossa, come ogni anno, dall'Unesco. Tanti i messaggi istituzionali che sono arrivati per questa ricorrenza che quest'anno assume un significato particolare vista la pandemia di Coronavirus in atto nel mondo ed il ruolo di fondamentale importanza giocato dall'informazione in questa "battaglia al virus". Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, in un messaggio inviato a Ossigeno per l'Informazione, ha salutato l'iniziativa che celebra la Giornata lanciando un nuovo sito dedicato a tutti...

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Consiglio d'Europa: aumentano minacce contro i giornalisti. Governi proteggano libertà di stampa nell'emergenza

Proteggere il ruolo essenziale dei giornalisti nella democrazia, soprattutto in momenti di crisi come davanti al dilagare del Covid-19. E’ l'appello che la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha lanciato ai governi dei paesi membri, chiedendo loro di evitare indebite restrizioni della libertà di stampa. "I governi stanno affrontando sfide senza precedenti, ma questa situazione non deve essere utilizzata per mettere a tacere o ostacolare i giornalisti", ha spiegato in un messaggio diffuso in vista della Giornata mondiale della libertà di stampa, che cade il 3...

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L'indagine. Mafia e informazione: i giovani non si fidano dei giornalisti

Due ragazzi su tre sono certi che lo Stato non fa abbastanza per sconfiggere le mafie, tre su quattro sono convinti che i boss fanno parte dello Stato e, a tratti, lo guidano. Per oltre l'87% dei giovani il rapporto tra mafia e politica è "molto forte" o "abbastanza forte", al punto da vedere nella corruzione della classe politica le ragioni della sua diffusione al Nord (56,89%) e nella corruzione della classe dirigente le ragioni della sua sopravvivenza (50,74%). Infine, il rapporto con l'informazione: solo un ragazzo su 10 si fida dei giornalisti, appena il 4,63% legge i quotidiani...

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