Sky presenta i conti del I trimestre e spiega la “fuga” dalla Serie A

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Logo Comcast. Da Presskit Comcast

La presentazione dei conti del primo trimestre di Comcast è stata l’occasione per i vertici del Gruppo proprietario di Sky di spiegare la recente rinuncia ai diritti tv della Serie A a vantaggio di Dazn. Dana Strong, amministratore delegato del Gruppo Sky, rispondendo alle domande della comunità finanziaria ha sentenziato: quello che è accaduto con i diritti tv della Serie A “dimostra solo che ce ne andiamo quando capiamo che non c’è un ritorno economico nell’acquisto”. La Serie A, insomma, per Sky Italia costa troppo rispetto al numeri di abbonati che riesce a garantire. E l’offerta giusta era 750 milioni l’anno, non un euro di più. Un messaggio forte e chiaro anche in viste dell’imminente vendita da parte della Lega Calcio del pacchetto 2 con tre gare  a settimana in esclusiva su satellite e digitale e in co-esclusiva su Internet.

ALZARE I TACCHI – Una teoria confermata da Michael J. Cavanagh, Cfo di Comcast Corporation: “In Italia siamo rimasti fermi – ha precisato – nel nostro approccio disciplinato ai costi legati allo sport. Riteniamo che questa sia stata la giusta decisione finanziaria a lungo termine, ma ci aspettiamo una riduzione delle spese di programmazione e produzione ma anche un potenziale calo degli abbonati in Italia”. Per fortuna di Sky, invece, le cose vanno meglio in particolare sul mercato inglese (+8% nel primo trimestre 2021). Venendo ai risultati del Gruppo Sky nel primo trimestre 2021, il fatturato è aumentato del 2% a circa 5 miliardi di dollari nel trimestre (4,12 mld di euro). I nuovi abbonati sono 221 mila e si attestano a 23,4 milioni (+1%). Il miglior risultato nel primo trimestre degli ultimi sei anni. Ma in Italia – dove il dato non viene fornito – gli abbonati sono destinati inevitabilmente a diminuire. E a dirlo sono proprio loro…

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