Accade Oggi – Riforma della tv pubblica – a cura di Telpress

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La Rai di Draghi. Una rivoluzione in due settimane lontana dai partiti (Repubblica). Presidente di garanzia e ad manager, saranno un uomo e una donna. I precedenti di Cdp e Dis. Digitale, contenuti, innovazione e spesa Questa la mission dei nuovi vertici. Il modello cui si guarda con favore è quello del vecchio dg Luigi Gubitosi. Non sarà un amministratore delegato scelto per concentrarsi sulla solita girandola delle direzioni dei tg. E neanche l’addetto al bilancino che riequilibra gli appetiti famelici dei partiti. Rai, l’insanabile paradosso (Aldo Grasso, Corriere). Il Servizio pubblico deve spostarsi verso nuove realtà per favorire il diritto di tutti all’accesso digitale e all’inclusione. Siamo difronte alla classica “entropia della competenza”. Se alla guida di un sistema complesso, com’è quello che è ancora chiamato “la più grande industria culturale del Paese”, non vengono scelte le persone più preparate, finisce che il numero di incapaci aumenta a discapito della professionalità. La riforma della Rai deve percorrere contemporaneamente alcune strade: la costituzione di un Executive Board indipendente per frenare l’ingerenza dei partiti; una riforma parlamentare che sul modello delle Royal Charters tuteli l’indipendenza dell’informazione; un ridimensionamento dell’azienda che garantisca i bilanci pagati dal canone e non rappresenti solo una pietra d’inciampo al libero mercato.