I librai romani boicottano Più libri più liberi: “La fiera a Natale ci danneggia”

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Foto di Free-Photos da Pixabay

I librai romani boicottano Più Libri Più Liberi. L’annuncio della mancata partecipazione dei librai della capitale alla Fiera nazionale della piccola e media editoria, è affidato ad un comunicato diffuso da Ali, l’Associazione italiana librai.

Al centro della polemica è il periodo natalizio in cui si svolge, ormai da tradizione, la fiera. I librai sostengono che la fiera, svolta in questi giorni di festa, li danneggi. In questo periodo, infatti, spesso si raggiunge il 30% del fatturato dell’intero anno di una libreria.

Dopo lo stop dovuto alla pandemia, quest’anno la fiera tornerà in presenza ed i librai della capitale da tempo hanno denunciato il loro malcontento per un evento che, a detta loro, contribuisce ad indebolire la già precaria situazione economica delle librerie.

“Dopo anni che chiedono all’organizzazione della fiera di cambiare le date e non farla nel mese di dicembre, quest’anno i librai romani hanno deciso di non rendersi complici di una manifestazione che, tenendosi nel periodo natalizio, indebolisce la già precaria situazione economica delle librerie” – si legge nel comunicato.

Una situazione che secondo la portavoce di Ali Roma, Ilaria Milana, è un unicum in Europa: “Roma è l’unica città in Italia, ma forse anche in Europa, in cui si tiene una fiera-mercato editoriale nel mese di dicembre”.

Le perplessità sul periodo della fiera erano state espresse dai librai fin da Aprile scorso quando erano state comunicache le date della nuova edizione. Perplessità rimaste inascoltate anche se, dichiara ancora Milana, “esiste una legge sul prezzo del libro per cui non si possano fare sconti e promozioni sul prezzo di copertina nel mese di dicembre”. “Ogni libro che viene acquistato in fiera – aggiunge la portavoce di Ali Roma – è un libro in meno acquistato nelle librerie di quartiere che pesa sui nostri fatturati, come succede ormai da anni”.

Librerie presidi culturali da difendere – “Durante il periodo del lockdown, le librerie romane hanno ospitato la raccolta dei pacchi per le famiglie disagiate – aggiungono i librai nella nota -, hanno organizzato la consegna a domicilio specialmente per le persone anziane, così come hanno gestito servizi di ‘libro sospeso’ per i bambini e i ragazzi delle famiglie non in grado di sostenere le spese per i libri. Queste sono le librerie, questo significa la loro presenza in una città”. “Le amministrazioni pubbliche ed editori, scrittori e intellettuali – attacca Milana -, si ergono sempre a difesa delle librerie, ma di fatto, sostenendo la fiera, ne minano la stabilità economica, e Roma continua a perdere le sue librerie, veri presidi culturali diffusi su tutto il territorio cittadino”.

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