Otto e mezzo “occupato” da Travaglio & Co. Botta e risposta tra Anzaldi e il Fatto sugli ospiti di Lilli Gruber

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Lilli Gruber e Marco Travaglio ad Otto e Mezzo
Lilli Gruber e Marco Travaglio ad Otto e Mezzo. Foto da streaming.

I numeri delle “ospitate” nel salotto di Lilli Gruber su La7 fanno litigare giornali e politici. Da una parte gli accusatori guidati dall’economista Riccardo Puglisi, redattore de Lavoce.info, che ha pubblicato sul suo profilo twitter i dati raccolti dal collega Riccardo Anastasia, supportato da Libero e da Michele Anzaldi, deputato di Italia viva e membro della Commissione di vigilanza Rai; dall’altra il Fatto Quotidiano, che si difende dall’accusa di aver “occupato” lo studio di Otto e mezzo a suon di presenze.

Motivo del contendere sono i numeri dei ticket come ospiti di Lilli Gruber dei tre “alfieri” del Fatto. Su 1077 puntate da settembre 2016 a gennaio 2020, il direttore del quotidiano, Marco Travaglio, ha presenziato per ben 184 volte, Andrea Scanzi 127, mentre il fondatore del Fatto, Antonio Padellaro, è apparso in 118 puntate. Ad interrompere la loro egemonia solo Beppe Severgnini che è andato in onda 129 serate, piazzandosi al secondo posto dietro Travaglio.

Tre dei primi quattro ospiti per numero di presenze appartengono, dunque, allo stesso giornale, Il Fatto Quotidiano. Lontani tutti gli altri: Alessandro Sallusti e Massimo Giannini, direttori rispettivamente del Giornale e de La Stampa, hanno presenziato 105 volte il primo e 97 il secondo. Non va meglio a Paolo Mieli, ospite solo in 90 serate. E nemmeno a Luca Telese, 77 ospitate.

Una lista che ha fatto scattare la bagarre social e politica. Il fondatore di Fratelli D’Italia, Guido Crosetto ha ritweetatto l’elenco di Puglisi con un eloquente “che schifo”. Da parte sua lo stesso Puglisi si chiede: “Mi domando altresì di che cosa si stia occupando di bello in questi mesi Agcom”. Invocando l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che dovrebbe vigilare sui programmi televisivi e garantire lo stesso accesso a tutte le opinioni politiche.


La polemica è cavalcata anche da Libero che titola “Otto e Mezzo, ecco la lista degli ospiti di Lilli Gruber: vergogna nero su bianco”. Per finire arriva la stoccata dell’onorevole Anzaldi che si chiede se dietro questi numeri ci sia un “accordo con il quotidiano o con i singoli giornalisti” e se ci siano dei “contratti economici”.

Pronta è arrivata la risposta del Fatto Quotidiano che nel suo “sberleffo” suggerisce ad Anzaldi di chiedersi piuttosto, quali siano stati gli ascolti della trasmissione quando sono stati ospiti i tre giornalisti. Sottolineando, neanche troppo velatamente, che la tv commerciale non è servizio pubblico e le scelte le decidono gli ascolti e i contenuti degli interventi, suggerendo che i tre “ospiti fissi” lo siano perché dicono cose diverse e più interessanti degli altri.

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