Pandora Papers. La maxi inchiesta giornalistica svela i tesori nei paradisi fiscali. Tremano leader politici e vip di tutto il mondo

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Immagine tratta dal sito https://www.icij.org/

A sei anni di distanza dai Panama papers arriva una nuova inchiesta giornalistica destinata a far tremare i paperoni di tutto il mondo. Lo scoop giornalistico, stavolta è stato ribattezzato Pandora papers perché i 600 giornalisti del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) che vi hanno partecipato, hanno scoperchiato il vaso di pandora con le ricchezze nascoste nei paradisi fiscali da migliaia di potenti di tutto il mondo.

Tanti i nomi noti contenuti negli 11,9 milioni di file riservati che sono stati analizzati dai giornalisti. Tra questi figurano 35 leader politici mondiali attuali o passati e migliaia di Vip e miliardari di tutto il pianeta: si va dal re di Giordania Abdallah II all’ex premier britannico Tony Blair, dal premier ceco, Andrej Babis, al presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta. E poi nomi di uomini e donne vicini al presidente russo, Vladimir Putin fino ad arrivare alla famiglia reale britannica, che tramite il fondo della Regina avrebbe acquistato per 67 milioni di sterline una proprietà a Londra legata alla famiglia del presidente dell’Azerbaijan, accusata di corruzione.

Anche criminali nella lista – Nella lista spiccano i nomi di molte celebrità dello sport, della moda e dello spettacolo tra cui Carlo Ancelotti, Julio Iglesias, Claudia Schiffer e la cantante Shakira. Ma ci sono i nomi di criminali, ex terroristi, bancarottieri e trafficanti di droga. Perfino boss mafiosi, come per esempio quel Raffaele Amato, boss della Camorra arrestato nel 2005 che ha ispirato la serie tv Gomorra e che avrebbe usato una società di comodo britannica per acquistare proprietà in Spagna prima di fuggire dall’Italia.

Un lavoro d’inchiesta durato quasi due anni a cui hanno collaborato fianco a fianco oltre 600 giornalisti di 150 testate di tutto il mondo in quella che è già stata ribattezzata la più grande inchiesta collettiva internazionale della storia del giornalismo. Per l’Italia ha partecipato in esclusiva l’Espresso, affianco di tantissime altre testate: dal Washington Post a Le Monde, dalla Bbc a El Pais, dai siti russi ai quotidiani sudamericani, indiani, australiani e africani, dall’Espresso alle tv svedesi e tedesche, i giornalisti di 117 nazioni diverse si sono impegnati a lavorare insieme, a scambiarsi ogni giorno notizie e documenti, fotografie e contatti, su una piattaforma informatica messa a punto dal consorzio.

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