Selvaggia Lucarelli deferita dall’Odg: ha violato la Carta di Treviso

0
49

Selvaggia Lucarelli è stata deferita dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia al consiglio di disciplina territoriale giornalista per aver reso possibile l’identificazione di un minorenne, nello specifico suo figlio, violando la Carta di Treviso.

La vicenda nasce dalla contestazione che il figlio 15enne della giornalista del Fatto Quotidiano, ha rivolto il leader della Lega, Matteo Salvini, al gazebo del partito allestito davanti a un centro commerciale di Milano. Alla fine del comizio improvvisato del politico a cui il ragazzo aveva assistito insieme alla madre, il giovane lo ha incalzato: “Volevo ringraziarla per il suo Governo omofobo e razzista”. “Si, dai, anche un po’ fascista”, gli ha risposto l’ex vice premier. “Lei vuole il male delle persone che arrivano da altre nazioni”, ha aggiunto, di rimando il ragazzo.

Dopo lo scambio di battute con Salvini il ragazzo è tornato dalla madre ed è stato raggiunto dalla polizia, a cui ha fornito le sue generalità. “Mi hanno fermato così, senza alcun tipo di insulto personale, attacco o parolaccia, ho detto la mia opinione, ho detto che molte persone della comunità di colore non lo sopportano per il suo comportamento razzista, mi hanno provato a cacciare e adesso mi ha fermato la polizia. Non c’è libertà di espressione, sono stato fermato prima dalle guardie del corpo e poi dalla polizia, è una cosa ridicola”, ha detto poi il giovane ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa fosse successo.

La Lucarelli ha commentato il suo deferimento con un commento su Twitter: “Quindi: mio figlio dice la sua a Salvini, senza che nessuno sappia chi è. La polizia lo costringe a dire nome e cognome di fronte a telecamere e 100 persone. Alcun siti e la Lega pubblicano nome e video. Io solo DOPO spiego cosa è successo e vengo deferita dall’odg. Geniale”.

Sulla contestazione del figlio al leader della lega la giornalista ha spiegato all’AdnKronos: “Lui ha fatto quello che si sentiva di fare, non sapevo quello che avrebbe detto, ma lo condivido. Ho cresciuto un ragazzo libero e con il coraggio delle proprie scelte”.

La Lucarelli ha precisato “che non siamo andati apposta lì per Salvini. Il gazebo si trovava a due passi da casa nostra, di fronte al bar dove andiamo di solito a fare colazione”. Autorizzato dalla madre, il ragazzo ha precisato di non essere pentito di quello che ha fatto. “Rifarei quello che ho fatto, non sono pentito e non cerco visibilità. Trovo ridicolo che mi abbiano identificato”, ha spiegato.

Stamattina la giornalista ha ribadito su Tpi: “Non ho dato esclusive al sito per cui lavoro (Tpi, appunto, ndr), non ho diffuso io la notizia e infatti siamo arrivati per ultimi, per giunta non per dare notizie, ma per spiegarle. Non ho reso io identificabile mio figlio, che poi è la cosa di cui mi accusa l’Ordine dei giornalisti”.