Si infittisce la vicenda Sabbah, in Rai spuntano altri due “casi”

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Si infittisce il ”caso” di Iman Sabbah, giornalista Rai di nazionalità israeliana e dal 2013 anche italiana. Come rivelato da LoSpecialista.tv, Sabbah non risulta iscritta all’albo dei giornalisti professionisti ma all’elenco speciale dei giornalisti stranieri all’Odg del Lazio. Eppure è stata assunta dalla tv di Stato nel 2003 e – dopo una carriera lampo che l’ha portata alla corrispondenza da Parigi – ora è stata promossa alla vicedirezione di Rai Parlamento. Nomina congelata in attesa di un parare pro veritate chiesto proprio dal vertice Rai all’Ordine dei giornalisti. Ebbene, come era prevedibile, la vicenda Sabbah non sarebbe un “caso” solitario in Viale Mazzini. Ci sarebbero almeno altri due giornalisti, un marocchino e un tunisino, entrambi assunti in Rai senza essere iscritti all’albo dei professionisti ma solo all’elenco speciale dei giornalisti stranieri dal 2001.

Due casi su cui sta lavorando l’avvocato Enzo Iacovino determinato, sembra, addirittura a sporgere una denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per esercizio arbitrario della professione, per abuso d’ufficio e danno erariale. Denuncia che potrebbe interessare con ogni probabilità importanti dirigenti dell’azienda ancora in servizio al terzo e al settimo piano, in capo ai quali era la competenza di verificare la circostanza che diversi giornalisti esercitavano la professione senza titolo con avanzamenti di carriera e attribuzione di titoli a discapito dei numerosi giornalisti professionisti regolarmente iscritti all’albo.

A proposito di settimo piano, sul “caso Sabbah” ha chiesto lumi l’11 febbraio scorso all’amministratore delegato Fabrizio Salini anche il consigliere Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti Rai. Laganà chiede che “vengano acquisisti in cda tutti gli elementi e le valutazioni inerenti, se ritenuto anche tramite l’Ordine dei giornalisti e l’Ordine giornalisti del Lazio”. Insomma, una gran brutta storia sulla quale presto, in un modo o nell’altro, una Rai servizio pubblico, che vuole essere trasparente (a partire dalle procedure di assunzione dei giornalisti) dovrà fare chiarezza.