Stop alle querele temerarie. Il presidente della Camera sollecita il parlamento: “Importante raggiungere un esito”

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Il presidente della Camera, Roberto Fico. Foto da streaming.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, dice basta alle querele temerarie. In un messaggio inviato al presidente di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato, in occasione della tavola rotonda “Giustizia e libertà di stampa: come fermare l’impunità per chi commette reati contro i giornalisti”, rimette il dibattito sul tema al centro dell’agenda del Parlamento. “Ritengo che debba tornare centrale il dibattito sulle querele temerarie – scrive Fico -, su cui il Parlamento ha lavorato e su cui è importante raggiungere un esito”.

“La lotta contro l’impunità per chi commette reati contro i giornalisti non può essere separata dalla difesa della libertà di stampa – aggiunge il presidente della camera nella lettera -. Iniziative come la vostra costituiscono dunque un’occasione preziosa per svolgere una seria e approfondita riflessione su quali misure adottare per tutelare una categoria chiamata ad esercitare una fondamentale funzione democratica”.

Per il presidente della Camera difendere la stampa significa, dunque, garantire ai giornalisti le condizioni migliori per svolgere il proprio lavoro, “assicurando loro giustizia allorquando subiscono aggressioni fisiche, minacce di morte e altre forme di intimidazione di cui purtroppo continuano ad essere vittime”.

“In ogni parte del mondo – aggiunge -, vi sono tuttora aree in cui la libertà di stampa continua ad essere un diritto negato ed in cui i giornalisti sono esposti alla censura o, peggio ancora, al carcere, al rischio di aggressione e perfino di morte da parte di regimi totalitari e organizzazioni criminali. Un fenomeno che non risparmia neanche i Paesi fondati sui principi fondamentali dello stato di diritto e, in particolare, della libertà di informazione”.

“È assolutamente inaccettabile che i giornalisti continuino ad essere l’obiettivo di un numero crescente di minacce e intimidazioni e che i crimini commessi nei loro confronti rimangano molto spesso impuniti. Occorre dunque moltiplicare gli sforzi – delle Istituzioni e di ogni altro soggetto interessato – per garantire sicurezza e giustizia ai giornalisti ovunque nel mondo”.

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