Superlega e diritti tv. Serie A e Champions a rischio svalutazione. E chi ha investito, che fine farà?

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Photo by David Bayliss on Unsplash

È già stata ribattezzata “la guerra del calcio”. La nuova Superlega europea voluta da 12 Top club del vecchio continente tra cui tre italiani (Juventus, Inter e Milan), tre spagnoli (Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid) e sei inglesi (Manchester City, United, Chelsea, Tothenam, Liverpool e Arsenal) sta facendo discutere tutto il mondo sportivo e non solo. Perfino capi di stato come Emanuel Macron in Francia e primi ministri come Boris Johnson in Gran Bretagna e Mario Draghi in Italia, si sono scomodati per opporsi al nuovo campionato dell’elite del calcio che rappresenterebbe “una minaccia per il principio di solidarietà e del merito sportivo”. I vertici istituzionali del calcio europeo e mondiale, Uefa e Fifa, hanno già minacciato l’esclusione delle squadre “ribelli” da tutte le competizioni da loro organizzate, nonché quella dei giocatori sotto contratto con queste società dalle rispettive nazionali. Senza contare i contenziosi legali miliardari già promessi nel caso il progetto dovesse andare avanti. Eppure la levata di scudi contro l’oligarchia del calcio sembra quantomeno arrivata un po’ in ritardo, quando la frittata era già bella e fatta. Il comunicato congiunto con cui ieri sera è stato annunciato l’accordo tra i 12 club è solo l’atto ufficiale di una scissione che è stata programmata e organizzata nei dettagli da tempo: la nuova Super League, infatti, ha già un format, un sito ufficiale e 12 squadre che hanno aderito all’iniziativa e che, insieme ad altre tre ancora da definire, saranno le fondatrici di questo torneo “privato”, dal quale non potranno essere mai escluse per “demeriti sportivi”. Insomma non c’erto una cosa messa in piedi in quattro e quattr’otto.

E ora che si fa? Come si ricompone questa spaccatura che sembra insanabile? Il problema è chiaramente esclusivamente di natura economica. I top club europei, a torto o ragione, si sono stufati generare gran parte degli introiti delle competizioni europee, sia per blasone, numero di tifosi, capacità attrattiva verso gli sponsor, e raccogliere le briciole (secondo loro). Le prime cifre che trapelano sugli introiti che genererebbe questa competizione parlano di 350 milioni solo per la partecipazione più la spartizione di un montepremi di 6 miliardi di euro tra diritti tv e sponsor.

Jp Morgan finanziatrice – A confermare che l’operazione è già molto avanzata sono usciti allo scoperto già i primi finanziatori: JP Morgan, una delle principali banche d’affari al mondo, ha confermato, attraverso le dichiarazioni di un portavoce all’agenzia Reuters, di aver finanziato il progetto della Superlega. Saranno loro a garantire i “3,5 miliardi di euro complessivi” necessari a “supportare i piani di investimento infrastrutturale e per fronteggiare l’impatto della pandemia” di cui si parla nel comunicato stampa in cui si annuncia la nuova competizione. Secondo il Financial Times, si tratterà di un prestito a lungo termine (23 anni) con tasso del 2-3% per cui ciascun club fondatore dovrebbe ricevere tra 200 e 300 milioni.

E le Tv? – Certamente buona parte di questa montagna di soldi generati dalla nuova lega dovrebbe arrivare dai diritti tv. Sarebbe interessante sapere cosa pensino i grandi broadcaster che, in Italia, si sono appena accaparrati a suon di milioni i diritti televisivi di Serie A, Champions League e delle altre competizioni europee per i prossimi tre anni. Competizioni che, forse già dal prossimo anno, potrebbero avere tutt’altro appeal senza i principali club. Per la Serie A per ora siamo solo alle minacce di esclusione, ma anche se alla fine i club ribelli non dovessero essere messi alla porta, per loro rappresenterebbe una competizione secondaria. Per la Champions League, invece, l’assenza dei top club sarebbe scontata e per la competizione sarebbe senza dubbio un colpo durissimo in termini di immagine e interesse. Come la prenderanno Sky, Amanzon e Mediaset che hanno investito centinaia di milioni di euro per trasmettere le partite della coppa dalle grandi orecchie per i prossimi tre anni? E cosa penserà Dazn che ha appena acquistato per la modica cifra di 840 milioni a stagione i diritti per trasmettere in esclusiva la Serie A?

Per ora da Sky, Rai e Mediaset non sono arrivati commenti ufficiali, mentre Dazn ha già smentito la voce secondo la quale dietro la creazione della Superlega ci sarebbe la piattaforma di Lev Blavatnik. “Nè Dazn né Mr. Blavatnik sono in alcun modo coinvolti o interessati ad entrare nelle discussioni relative alla costituzione di una SuperLega – ha smentito Dazn in una nota ufficiale – e che nessuna conversazione in questa direzione ha avuto luogo”. Per ora, dunque, nessun grande player televisivo si è palesato ufficialmente mentre sembra stia prendendo piede la possibilità di una piattaforma ad hoc per trasmettere le partite. Ma la strada in questo senso è ancora lunga e, siamo sicuri, riserverà ancora molte sorprese.

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